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Miei Montaggi HiFi

Apparecchi HiFi Valvolari da me realizzati

SB Mini82 Integrato HiFi

Dopo il mini85 con le PCL85 che ha avuto ottimo successo ho realizzato la variante Mini82 con le ECL82.

La circuiteria al 70% è uguale a quella del mini85, ho fatto qualche variazione nella sezione di alimentazione e sul driveraggio perchè non diventassero uguali, ho montato ECL82 / 6BM8 Electro Harmonix per venire in contro a chi vorrebbe amplificatori con valvole ancora in produzione. La potenza massima è leggermente inferiore a quella erogata dal Mini85 in quando le ECL82 hanno una dissipazione inferiore alle PCL85.

Strumentali:
Potenza massima 8,26Watt RMS per canale
Banda passante @1Watt: 10Hz – 70khz -3dB
Banda passante @6Watt: 10Hz – 65khz -3dB
THD@1Watt: 0,18%
THD@6Watt: 0,37%
Smorzamento DF: 4,44
Rout: 1,8ohm

Analisi di spettro a 1 Watt

Analisi di spettro poco prima del clipping

Quadra a 100Hz

Quadra a 1khz

Quadra a 10khz

Dimostrazione del controllo del diffusore (erogazione corrente) del Mini82 e di cui sono capaci tutti gli amplificatori SB-LAB

Dopo un pò di rodaggio ho completato la messa a punto aggiungendo tutti i bypass sugli elettrolitici selezionati per la resa sonora ottimale, ora l’amplificatore suona con una microdettaglio veramente raffinato e una gamma alta pulitissima e lussuriosa.

SB Mini85 Integrato HiFi

Ciao Stefano, finalmente dopo alcuni mesi di ascolto del mini 85, che ti ho comprato inizialmente con riserva, in quanto, data la potenza non troppo esuberante dell’amplificatore e la modesta efficienza dei miei diffusori, l’accoppiata mi lasciava piuttosto perplesso, mi sento pronto di trarre alcune conclusioni.

Il mini 85 se la cava molto bene con ogni tipo di musica e ti fa dimenticare che ha a disposizione “solo” 10 W (secondo me, che non sono un tecnico e non vorrei dire castronerie, dipende molto da come sono utilizzati i watt a disposizione e la potenza è soltanto uno dei molti parametri che contano davvero!). Bassi sempre ben frenati e mai esuberanti ed alti strepitosi ma mai fastidiosi! Davvero un ottimo oggetto che esce a testa alta se confrontato con amplificatori di marchi blasonati con prezzi decisamente meno accessibili. Per non parlare poi del grado di finiture molto curato e della scelta dei materiali ed abbinamento dei colori secondo me molto azzeccato.

Complimenti Stefano, continua così.

 

L’idea di questo piccolo amplificatore mi frullava in testa da un po’, l’idea di fare qualcosa di piccolo ed economico ma contemporaneamente di alto livello qualitativo, incoraggiato dai recenti sviluppi nella tecnica di realizzazione dei trasformatori d’uscita ho realizzato questo finalino da 10watt che usa come valvole comuni PCL85.

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Caratteristiche tecniche

  • Potenza: 10Watt RMS
  • Sensibilita’ d’ingresso: 1,8V RMS o 5Vpp (linea standard)
  • Banda passante: 10Hz -0dB / 67Khz -1dB a 10Watt
  • Distorsione Armonica THD complessiva 0,49%
  • Fattore di smorzamento: 5,33
  • Rout: 1,5ohm

1w-1khz

Analisi di spettro con fondamentale a 1khz, nel dettaglio la 2^ armonica a -48dB, 3^armonica a -72dB, 4^ armonica a -96dB… L’armonica tra i 21 e i 24khz e’ generata dal set di misura, emerge perche’ e’ spinto alla sua massima sensibilita’, infatti e’ evidente il rumore di fondo dello strumento di misura (non generato dall’amplificatore quindi).

Versione Deluxe

Ho realizzato una versione “Deluxe” del mini85 che rispetto l’originale monta condensatori Mundorf M-Cap EVO Oil sul segnale e bypass in polipropilene su tutti i gli elettrolitici dell’alimentazione, ho montato anche resistenze di alta qualità (NOS per strumentazioni di precisione) in punti strategici del circuito. Questa versione ovviamente costa un pochino di più rispetto quella originale.

Differenze all’ascolto tra le 2 versioni: il mini85 originale è un finale molto godibile in generale, dal suono aperto e arioso, bassi controllati e gamma alta pulitissima non carente di dettaglio. La versione deluxe ha la stessa base ma un maggiore dettaglio nella gamma alta con acuti un pò più frizzanti, mai graffianti, dati dalla sezione di alimentazione più rapida e condensatori sul segnale migliori uniti a resistenze di qualita’ eccellente sugli anodi e sul tail della sezione driver e sul segnale di NFB.

SB Milky Way – Prototipo

Avevo voglia di farmi un’amplificatore tutto per me, fatto come pareva a me, senza nessun paletto progettuale e un pò creativo. Avevo anche diverso materiale di rimanenza e componenti recuperate da riutilizzare a costo zero, senza compromessi qualitativi però.

Facciamo una carrellata sulle valvole utilizzate; 5C15 fivre

Possiedo circa una 80ina di queste valvole di provenienza surplus militare, tutte assolutamente NOS, le ho acquistate da un radioamatore a prezzo stracciato. Ci ho messo un pò a risalire alla loro storia, ragionando (perchè non ho fonti ufficiali). Quello che so per certo è che queste valvole sono state prodotte dalla fivre durante la seconda guerra mondiale, quando per via dell’embargo le nostre fabbriche avevo perso i contatti con le fabbriche americane e quindi producevano cose come pareva a loro o copiando valvole rinvenute in apparecchi precipitati sul suolo italiano.

La 5C15 fivre è un pentodo trasmissivo a riscaldamento diretto, nei pochi dati ufficiali che si trovano si sa che ha 15watt di dissipazione di placca e un filamento a 4volt. Il formato del bulbo di vetro e dello zoccolo è quello della 807. Ricercando la sigla 5C15 si ritrova su radiomuseum a questo indirizzo http://www.radiomuseum.org/tubes/tube_5c15.html una valvola di produzione inglese che apparentemente ha la placca costruita con la stessa forma, ingrandendo la foto si nota bene appunto che la 5c15 inglese e quella fivre hanno la placca uguale, però questa è l’unica caratteristica in comune, infatti la 5C15 inglese oltre ad avere il vetro tubolare è un tetrodo e non un pentodo, infatti manca la terza griglia presente sulla versione italiana.

Successivamente ho potuto acquisire le curve di queste valvole su un tracciacurve sophia e la valvola si dimostra essere estremamente lineare e bella per utilizzi audio sia connessa a triodo che usata a pentodo, cliccando qui potete scaricare il PDF del datasheet da me creato con tutti i dati da me ritrovati da questa valvola, comprese le curve acquisite con il sophia: 5c15 fivre datasheet.pdf

Da questi dati e con un pò di ricerche ho poi scoperto che elettricamente la 5C15 fivre è la copia della famosa 307A – VT225 ! Valvola molto apprezzata in uso audio, negli USA sopratutto, dove si trovano in abbondanza. Potete ricercare “307A tube” su google per trovare una marea di progetti e realizzazioni di alta fedeltà valvolare utilizzanti questa valvola. Quindi le curve di placca della 5C15 fivre e quelle della 307A come anche la piedinatura sono identiche. L’unica differenza che resta è nella tensione del filamento che è 4Volt per 5C15 Fivre e 5Volt per la 307A, questa differenza suggerisce che il filamento della italiana sia più robusto, infatti tensione minore, corrente maggiore uguale filamento più grosso!

ARP34:

La ARP34 è un pentodino di uso militare inglese, sempre prodotto durante al seconda guerra mondiale, utilizzato in ricevitori tipicamente come amplificatore di media frequenza. Ho ritrovato una quindicina di queste valvole in un lotto acquistato qualche tempo fa, apparentemente senza uso nel restauro di radio in realtà è un’equivalente della EF39 e diverse persone la hanno usata con successo in preamplificatori audio e anche come driver per le 300B (anche se reputo che sia troppo debole per riuscire da pilotare decentemente una 300B). La valvola è a mu variabile, però la zona dove il mu cala all’improvviso si trovano in basso nelle curve, quando la griglia diventa parecchio negativa, con segnale in ingresso di pochi volt picco picco è facilissimo polarizzarla restando dentro la prima zona e quindi farla funzionare in modo perfettamente lineare.

PCC84: bhe non c’è molto da dire, la PCC84 è un doppio triodo TV progenitrice della più conosciuta P/ECC88 / 6922, (chi storce il naso “haaaa la 84  da TV la 88 è audio..” bhe disilludetevi, anche la 88 è una valvola TV, nata per lo stesso scopo della 84). Mi serviva un bufferino, nonostante la 5C15 a pentodo necessiti di appena 50Vpp per essere pilotata la ARP34 già si siedeva un pochino (non tanto) a pilotarla… infatti non capisco come fanno certi a essere tanto sprovveduti dal pilotarci una 300B! ci tireranno fuori 3 watt e tutti distorti, mha… Comunque ne avevo li e anche queste non le do mai via perchè gli audiofili comuni sono troppo schizzignosi per accettare valvole dalla sigla che non abbiano sentito almeno 1milione di volte e quindi l’ho usata.

Siccome ricavare modelli di pentodi su spice è un casino ho sperimentato l’abbozzo del circuito sul caro vecchio pezzo di legno, giusto per capire cosa potevo tirarci fuori, come alimentarlo e se vi fossero problemi particolari a cui stare attenti nel montaggio definitivo.

Il trasformatore che ho adottato è una versione “speciale” del 15100UH15, differisce per non essere impregnato in elettroresina e calottato. L’ho impregnato in paraffina e successivamente affogato sempre in paraffina. Nell’immagine qui sotto potete vedere la retta di carico e il punto di lavoro scelto, i 5600ohm del 15100UH15 calzano a pennello:

Nella versione finale del circuito, dopo qualche prova empirica, ho tenuto la G2 a 350volt e la G1 a circa -47v, per arrivare a 4Watt RMS tondi tondi. Più o meno la stessa potenza la si ottiene anche a triodo però è necessario un driveraggio più forte e siccome vedo sempre solo dei triodi ho voluto fare tutto con dei pentodi, sia preamplificazione che sezione di potenza, tanto per cambiare.

Avevo delle scatole per trasformatori più un trasformatore di alimentazione e un’induttanza funzionanti avanzati da un bowey che demolii e modificai qualche tempo fa…

Quindi ho deciso di riciclarli per fare qualcosa con un’estetica un pò diversa dalle mie solite realizzazioni. Ho fatto un mobiletto in legno di olmo lucidato a gomma lacca e la piastra di alluminio totalmente home made, senza appoggiarmi a costose officine.

Le scatole del bowey riverniciate.

Trasformatori di uscita affogati in paraffina, il cartone serve per non farli entrare in contatto con la lamiera.

Piastra di montaggio completa, gli zoccoli octal e quello noval sono assolutamente di recupero!

Sempre per fare qualcosa di diverso ho realizzato un “servobias” a stato solido, è un piccolo circuito basato su una coppia di opamp che misura la corrente di placca della finali e varia il negativo di griglia, regolando il bias automaticamente senza necessità di intervenire con cacciaviti su trimmer ogni volta, per ritoccare il bias di valvole che si devono assestare e che non sono più nuove o quando vengono cambiate, basta infilare una valvola qualsiasi nello zoccolo e accendere l’amplificatore, il circuito in una decina di secondi assesta il suo bias ad un valore ben preciso e lo mantiene stabile nel tempo anche se ci sono variazioni di tensione nella rete di distribuzione o nel passaggio da valvola fredda a valvola calda dopo qualche ora di funzionamento, come in un selfbias con la differenza che la polarizzazione della valvole è a tutti gli effetti un bias fisso e quindi non ci sono condensatori sotto i catodi che possono introdurre colorature nel suono.

Ho inizianto quindi a montare il circuito vero a proprio, le induttanze che si vedono che ci crediate o no provengono da degli alimentatori PC guasti e demoliti, alcuni alimentatori (quelli seri che pesano), hanno delle induttanze di filtro sulle basse tensioni, queste in modo specifico sono delle 60mH con una RDC di 1,8ohm assolutamente traferrate (quindi adatte a filtrare corrente continua). Le ho utilizzate per alimentare i filamenti delle 5C15 in corrente continua, creando una cella CLC preceduta da una rettificazione schottky.

Questo è l’apparecchio finito, la manopola è prevvisoria, fatta con la stampante 3D, appena ho tempo me ne faccio fare una in alluminio tornito.

Dati strumentali:

Potenza massima 4Watt RMS per canale
Banda passante @ 4 Watt: 10Hz – 40khz -3db
Smorzamento DF: 5,71
Rout: 1,4ohm
Sensibilità di ingresso: Clipping con 4Vpp in ingresso.

È possibile che faccia qualche modifica per aumentare il fattore di DF, per adesso va bene così. L’apparecchio suona bene. Vediamo le analisi di spettro:

1 Watt

2,25 Watt

Onda quadra a 100hz

Quadra a 1khz

Quadra a 10khz

Ho calibrato il circuito per avere le armoniche di seconda e terza circa pari livello, sebbene tanti dicano che le armoniche devono essere a “scalare” questa non è una regola assoluta ed è possibile variare anche in base al gusto, in modo particolare avere la seconda e la terza a pari livello rende un suono con una gamma alta leggermente più frizzante e vivace rispetto quello a scalare che risulta più addolcita, quindi niente suoni di vetri rotti o voci robotiche come credono i tanti, che ovviamente si basano solo sul sentito dire e hanno zero esperienza diretta e zero esperienza con le misure strumentali effettive. Infatti la realtà è che sebbene ora abbia questi risultati cambiando valvole, con altre, anche dello stesso tipo/marca cambi anche la generazione di armoniche e in maniera più o meno casuale si possano sperimentare anche le armoniche a scalare semplicemente cambiando valvole. Ho già avuto esperienza di questo fenomeno su questo 300B dove cambiando le finali da un marca all’altra, senza altre modifiche, si passava da uno spettro con le armoniche di seconda/terza pari ad armoniche “scalari” … da un suono più brillante e dettagliato e uno più dolce. A dimostrazione che le strumentali sono tutt’altro che inutili come alcuni orecchiofili credono, ma invece spiegano tante cose. A dimostrazione che le dicerie di progettare il circuito che abbiano armoniche di un certo tipo sono solo chimere in quanto alla fine cambiando valvole si vanifica questa parte della “messa a punto” del circuito il più delle valte e il cambio di suono che si ha cambiando valvole non ha nulla di magico ma è perfettamente spiegabile con questo fenomeno.

Eccolo in funzione, peccato che l’audio sia di un misero cellulare 🙂

Piccole modifiche postume

Siccome il suono non era ancora perfetto ho aggiunto 2 bypass in polipropilene su un paio di elettrolitici dell’alimentazione migliorando nettamente la nitidezza in gamma alta. Potrebbero seguire altre modifiche a cui sto già pensando, una sicuramente per aumentare il fattore di smorzamento.