Riparazione e Progettazione apparecchi Valvolari

Miei Montaggi HiFi

Apparecchi HiFi Valvolari da me realizzati

SB Albireo – Monofonici Hi-End da 65Watt con KT88

Albireo V1 – Versione con gamma alta più calda

Riporto qui il commento del proprietario che potete leggere in originale sotto nei commenti.

Ho sostituito i cavi di segnale tra Pre e finali con cavi più aperti verso le alte. Adesso l’accoppiata pre finale va molto bene. In particolare:

  • La capacità di pilotaggio è ottima. Dove arriva la registrazione lì arrivano anche i finali. Scena sonora ampia e anche alta, che non guasta. Se si considera che ci sono solo due kt88 per canale sorprendente.
  • Definizione e dimensione degli esecutori realistica. Violini e violoncelli di un quartetto grandi il giusto, né puntiformi né troppo espansi.
  • Musicalità sempre presente, direi “all tubes “, anche nei cd più rognosi.
  • Fatica d’ascolto assente anche dopo ore.
  • Con il vinile la musicalità aumenta e l’accoppiata Albireo -Lp raggiunge i vertici. Starei per dire il Nirvana se non fosse che solo uno 2600 anni fa nel nord dell’India c’è arrivato, beato lui.
  • Buona velocità. Migliorabile forse con un cavo di potenza argentato di qualità e piuttosto corto (da sperimentare).

Nel complesso un finale musicale e decisamente capace di seguire sempre la musica, in alto e in basso, nei sussurrati e nei pieni orchestrali. Ben fatto.

Dopo l’esperienza con questo amplificatore commerciale, resomi conto che il mercato è pieno di schifezze vendute a peso d’oro mi sono messo in testa di costruire un’apparecchio sulla sua falsa riga, ma di mia concezione e con caratteristiche di assoluto riferimento capace di stracciare la concorrenza della montagna di fuffa che circola nei negozi attualmente.

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Ho quindi iniziato a lavorare sull’idea di questa coppia di monofonici che ho battezzato “Albireo” in onore alla famosa stella binaria… L’apparecchio doveva essere superiore alla concorrenza in ogni suo aspetto, l’alimentazione ben filtrata e non affidata a una coppia di condensatori in serie, le finali dovevano poter funzionare alla massima potenza anche oltre il clipping senza nessun problema con potenze di tutto rispetto, il driveraggio robusto, con un’ottimo fattore di smorzamento e un’estesa banda passante priva di rotazioni di fase significative e volevo anche con la valvola di ingresso fosse esclusa dall’anello di negative feedback in modo da preservare un suono pienamente valvolare ma senza rinunce.

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Sull’ingresso ho adottato una valvola conosciuta per il suono caratteristico molto raffinato, la “76” un triodo con zoccolo UX5 del 1933, sostituibile a piacimento anche con la “37” altro triodo del 1931 molto simile alla “76” e intercambiabile con esso.

Alla “76” segue una pregiata 6SL7GT Haltron impiegata come sfasatrice accoppiata alla “76” con un condensatore carta olio Sprague VitaminQ. Successivamente alla 6SL7 c’è un buffer realizzato con una 6SN7 OTK che ha lo scopo di abbassare l’impedenza del segnale che se no avrebbe un’impedenza troppo elevata per pilotare le finali: una coppia di KT88 GoldenLion.

Le finali lavorano in UltraLineare e il grosso trasformatore d’uscita è dotato anche di un secondario dedicato alla reazione catodica delle finali stesse che in questa configurazione arrivano a lavorare quasi con le caratteristiche di un triodo pur conservando però la resa in potenza tipica della configurazione ultra lineare.

Vediamo la realizzazione: Il mobile è stato disegnato interamente con Freecad (sempre fedele agli ottimi programmi messi a disposizione dal mondo Linux) e successivamente realizzato da officine competenti.

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Ed ecco qua il primo apparecchio finito

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Strumentali

Potenza: 65Watt RMS
Banda Passante a 1Watt: 15Hz~140khz -3dB – THD 0,0026%
Banda Passante a 25Watt: 15Hz~100khz -3dB – THD 0,01%
Banda Passante a 60Watt: 10Hz~75Khz -3dB – THD 0,057%
Fattore di Smorzamento DF: 10,0
Rout: 0,8ohm

Grafico della banda passante

Analisi di spettro a 1watt

1watt

A 25watt

25watt

A 60Watt

60watt

Eccoli a casa loro

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Albireo V2 – Versione con gamma alta più frizzante

Questa è una variante del primo Albireo vediamo le differenze:

Set di valvole Albireo V1: 76 – 6SL7 – 6SN7 – 6550 – 6550
Set di valvole Albireo V2: 6SJ7 – 6SN7 – 6SN7 – 6550 – 6550

NFB Albireo V1: portato alla seconda valvola del circuito “6SL7” escludendo dall’anello la prima valvola “76”
NFB Albireo V2: portato alla griglia schermo della prima valvola 6SJ7

Albireo V1 utilizza un condensatore carta olio nell’accoppiamento del primo stadio, mentre Albireo V2 utilizza tutti condensatori polipropilene Mundorf Supreme Classic. Mentre Albireo V1 è stato concepito per andare in contro al gusto di persone a cui piace di più il suono valvole classico “old style” il V2 è costruito per avere un carattere più da HiFi moderno.

Strumentali

Potenza: 65Watt RMS
Banda Passante a 1Watt: 10Hz~120khz -3dB
Banda Passante a 25Watt: 10Hz~120khz -3dB
Banda Passante a 60Watt: 20Hz~120Khz -3dB
Fattore di Smorzamento DF: 5,0
Rout: 1,6ohm
Sensibilità ingresso 3,5Vpp/1,2VRMS @ Clipping

Grafico della banda passante

Analisi di spettro

SB-Oberon – Preamplificatore

Preamplificatore Linea Bilanciato / Sbilanciato

SB-Oberon è un preamplificatore linea dotato di 3 ingressi sbilanciati e 1 ingresso bilanciato e un’uscita bilanciata e una sbilanciata. Ingressi e uscite possono essere combinate a piacimento, quindi ad esempio sarà possibile entrare sbilanciato e uscire bilanciato, oppure entrare bilanciato e uscire sbilanciato oltre ovviamente poter fare il servizio bianciato/bilanciato e sbilanciato/sbilanciato. Non sono necessarie commutazioni particolari, basta solo connettere i cavi e il circuito pensa da se alla conversione dei segnali. Oberon è dotato di ingresso bufferizzato prima del controllo del volume e di un circuito a correzione differenziale nell’ultimo stadio che permette di avere sempre i 2 canali perfettamente uguali allo stesso volume e i segnali differenziali perfettamente speculari per la massima resa sonora. Le valvole utilizzate sono otto 12AU7/ECC82 per la sezione audio, sull’alimentazione troviamo un rettificatore EZ81 e uno stabilizzatore di tensione formato da una PCL85 e una regolatore a gas OB2. Oberon è dotato di telecomando per controllo del volume e commutazione ingressi.

Caratteristiche tecniche:
Accettazione ingresso MAX: 15Vpp / 5,3VRMS
Impedenza ingresso 47kohm
Guadagno Massimo: +29dB
Massimo livello di uscita 150Vpp / 53,2RMS riferito alla linea sbilanciata, in bilanciato raddoppia.
Banda passante: 6Hz / 80khz -3dB
Impedenza di uscita minima 2,2k, minima consigliata 20k.

Grafico della banda passante

Vista dell’interno

Single Ended EL34

Raccolgo in questo articolo alcuni progettini di semplice SE con la EL34.

Ricostruzione di un KIT della concorrenza

Riporto le parole di “P” proprietario di questo KIT

Ho comprato a giugno questo amplificatore e devo dire che ha sempre avuto dei problemi! L’idea di comprarlo è partita dal fatto, che qualsiasi amplificatore valvolare semplice senza grandi pretese, suoni meglio di un transistor a pari prezzo. Erano anni che mi mancava un amplificatore di medio-alto livello come avevo prima, ed anche se questo non era di quella fascia, è certamente sempre meglio che ascoltare la musica con gli auricolari sul cellulare! E così è, basta che i componenti e gli schemi siano validi.

Tanto per iniziare sullo schema elettrico c’è riportata una raddrizzatrice e nel kit per fortuna ne arriva una che regge la corrente di tutte e due le EL34. Perchè la 5Y3 riportata nel disegno reggerebbe solo la corrente per una valvola finale! Viene fornita una 5Z3P sostituita da me, dalla Psvane 5U4G Hi-Fi. Mi son scontrato con i problemi di massa perchè un valvolare non è come un normale kit elettronico su pcb. Non sapevo della massa a stella o bus. Contattando uno dei titolari che è ritenuto il “tecnico per le valvole !!!!”, ebbi una risposta scortese quasi gli avessi chiesto 100 euro! Altra chicca di risposta fu che per lui potevo intrecciare qualsiasi filo volessi, quando mi ero informato sui forum che si devono intrecciare i fili dei filamenti! Per loro era solo una questione di estetica, non pratica al fine di evitare disturbi! Per lui i soli problemi erano relativi alle cattive saldature.

Son 30 anni che ho imparato a saldare, quindi credo di sapere come si faccia, non avrò conosciuto le configurazioni stella/bus della massa, ma come si salda si! Tanto per dire a proposito della SUA professionalità, quando lo contattai la seconda volta per riportare i vari problemi, mi dette in pdf lo schema elettrico di un’altra configurazione. Mentre glielo facevo presente al telefono, l’altro socio si accorse che stava rispondendomi un pò alterato e (lo sentivo), lo deve aver invitato a calmarsi. Se si era alzato male erano problemi suoi! Non solo ma il socio più giovane (presumo figlio) gli diceva “Lo vedi che il collegamente è diverso” dandomi ragione. Infatti non solo i collegamenti sullo schema erano diversi (anche se in pochi punti), ma anche il valore di alcuni componenti era diverso. Se mi devi dare uno schema per controllare le tensioni, dammelo di quello che sto assemblando! Mi disse che avrebbe controllato e dopo alcuni minuti mi richiamò, tutto gentile, dicendomi “che lo schema era uguale, ma si poteva avere prestazioni diverse!!!” Evidentemente se l’altro socio glielo faceva presente, tanto uguale non era!

Rifatte le saldature i problemi di massa sparirono, ma se ne sono presentati altri. Fatto presente i nuovi problemi non ho più avuto risposta nemmeno per email, visto che si era arrivati ad agosto e l’assistenza telefonica non era attiva, restava attiva quella per posta elettronica (in teoria!). Scontento ho iniziato a comprare materiale da altri venditori seri, e così ho sostituito gli zoccoli con quelli dorati a tulipano che monta anche la Audio Research. I condensatori di alimentazione sono stati sotituiti da i Mundorf ! Il suono è cambiato notevolmente. Ho usato un cavo in argento per il cablaggio da 1.5mmq, e gli acuti son migliorati molto. Prima erano troppo stridenti per i miei gusti. Per tornare ai problemi, le EL34 della JJ Tesla dopo 3 mesi si son sciupate. Una presentava sul vetro un segno nero a forma di V, sostituite con delle EL34 STR TAD, i problemi di rumori e suoni strani son spariti. (Erano solo problemi di saldatura !??!?!) Anche le valvole preamplificatrici 6N9P sono state cambiate (per mio pura soddisfazione) con delle Raytheon VT229 di produzione RCA del 1943 !!!!! (NOS/NIB) Eccole in foto.

Ora il suono mi piace molto di più. Mi restano solo da cambiare i trasformatori di uscita e quello di alimentazione. In pratica ho rifatto tutto il progetto, e cosa più importante che i trasformatori Single Ended di uscita non si possono montare a banco!!! Come invece viene proposto nel progetto!

In questa storia si mescolano due tipi di problemi: uno dovuto a un progetto con diversi errori e un commerciante che non sa aiutare i suoi clienti (molto probabilmente perchè nemmeno lui è in fondo capace di far funzionare questi kit, se no non si spiegherebbero gli errori negli schemi) e l’altro problema dovuto a un cliente che giustamente è alle prime armi e non sa come risolvere detti i problemi e si esaspera.

Iniziano col vedere lo schema originale del KIT che viene venduto (clicca la miniatura per ingrandire).

Potete visionare il file originale cliccando qui (sempre che non venga rimosso o modificato).

Vediamo i vari errori che contiene e che sono segnati all’interno dello schema stesso vicino l’area interessata:

  • Errore 1: I filamenti delle EL34 vengono lasciati flottanti, poco grave ma comunque scorretto.
  • Errore 2: La 5y3gt è troppo piccola per alimentare entrambe i canali di un SE di EL34 polarizzato correttamente in classe A (vedi errore 5).
  • Errore 3: La sezione di alimentazione secondo me non è fatta bene.
  • Errore 4: Se fosse stato progettato bene 2 triodi di UNA SOLA (e intera) 6N9p avrebbero trovato posto all’ingresso col loro filamento riferito a massa, mentre altri 2 triodi di UN’ALTRA (e intera) 6N9p sarebbero stati sollevati da massa, con un’altro secondario per il filamento dedicato e sollevato da massa con detto partitore, usando una sola singola 6N9p per entrambe i triodi dell’SRPP di un solo canale purtroppo si sforano i limiti di isolamento filamento catodo della valvola, infatti poi queste valvole si sono danneggiate. Vedi soluzione 1
  • Errore 5: Il valore della resistenza (330ohm) imposta una corrente di bias di 50mA (forse per non far saltare la raddrizzatrice) utilizzando un trasformatore con impedenza nominale di 3K si limita la potenza effettiva erogabile a “calcolati” 4,5Watt RMS, vedi approfondimento.
  • Errore 6: Il condensatore da 220uF è troppo piccolo, questo è un’errore frequente che quasi tutti commettono, perchè si limitano a prendere spunti da schemi d’epoca dove le capacità di bypass catodico erano abbastanza risicate perchè all’epoca non erano disponibili grosse capacità, perchè tanto i trasformatori d’uscita non scendevano mai in basso per davvero, perchè se ne fregavano dei problemi delle rotazioni di fase. Al giorno d’oggi è meglio usare capacità sostenute per evitare degenerazioni locali alle basse frequenze che oltretutto sono fortemente ritardate e quindi causano forti rotazioni. 2200uF è invece un valore ragionevole.
  • Errore 7: Il tasso di feedback con la resistenza da 100k è talmente minuto che tanto vale eliminare completamente questa resistenza, è sperimentato da “P” che aumentando il tasso di feedback su questo circuito causa problemi a non finire, compresi inneschi di motorboat che facevano oscillare i coni delle casse a frequenza infrasonica, questo per colpa della sezione di alimentazione e delle finali che lavoravano in classe AB.

*Approfondimento, questa è la simulazione spice del circuito ufficiale alimentato alla plausibile tensione di 270volt:

Come si vede dall’oscillogramma il finale così configurato giunge in clipping con un’ampiezza di 17,12Vpp e facendo 2 conti sono appunto 4,57Watt RMS. Ammetto di non aver misurato l’apparecchio reale assemblato ma LTSpice è un software affidabile nel 99% dei casi. Reputo impossibile ottenere 13Watt RMS da una sola EL34 in SE se non mandandola oltre la dissipazione di targa o misurando la potenza in clipping profondo.

*Soluzione1: nel mio schema (vedi sotto) ho fatto un partitore con resistenze da 10Megaohm e un condensatore da 1000pF, in questo modo il circuito del filamento è quasi flottante, la corrente di perdita possibile dal catodo verso il suo filamento fino a massa è limitata a meno di 100 micro amper, l’unica scarica possibile e da un catodo verso l’altro attraverso il filamento, ma in questo caso l’isolamento raddoppia e in sostanza la valvola è salva. Ci tengo a far presente che una delle bellissime 6SL7 NOS comprate da “P” nel circuito originale ha subito un danno nel vernir montata nel circuito “originario”, ora all’accensione ha sempre un catodo cortocircuitato al filamento, difetto che se ne và tando alcune bottarelle alla valvola che poi funziona fino a quando non viene spenta e purtroppo sarebbe bene sostituire.

Al cliente è poi stato detto che intrecciare i fili è solo una questione estetica ma è assolutamente falso, i fili dei filamenti in AC vanno intrecciati, il circuito va cablato BENE! Il cliente sempre ha affermato che trasformatori d’uscita SE non possono essere montati a banco, questo in effetti è abbastanza vero, essendo i trasformatori SE traferrati è necessario che siano serrati in fabbrica con le loro calotte e le viti che li tengono assieme non vengano mosse per evitare che la fila di “I” non si muova, si può mettere una “E” a rovescia e contare sull’efficacia collante della resina con cui si impregna il trasformatore ma reputo anche io parecchio sconveniente questo tipo di montaggio.

Dove ha sbagliato il cliente? questa non è una critica a lui o a qualsiasi altro auto costruttore hobbysta alle prime armi che arrivi qui a leggere questo articolo.

Come prevedibile una persona che per la prima volta monta un circuito in aria difficilmente farà un buon cablaggio, io ho imparato a farlo col tempo e con l’esperienza, ormai cablo ad intuito e io stesso trovo difficile spiegare ad altri come faccio. “P” ha fatto l’errore di iniziare a comprare componenti costosi, condensatori, valvole, cavo di argento ed infine è arrivato anche da me chiedendomi un set di trasformatori che gli ho venduto senza conoscere tutti i retroscena, mi ha chiesto poi aiuto per email e ho cercato di dargliela come potevo alla fine non sono riuscito a guidarlo, perchè per insegnare queste cose bisognerebbe essere nella stessa stanza, davanti all’apparecchio col saldatore in mano. Per email, almeno per le mie capacità comunicative, non ci sono riuscito. Quindi alla fine ho chiesto a “P” di spedirmi l’apparecchio per vedere di sistemarlo una volta per tutte perchè poveretto ormai era come se l’avesse comprato 2 o 3 volte.

Ricevo quindi il telaio con tutti i componenti, valvole, i miei trasformatori e quelli originali del KIT. Butto giù un progettino su LTspice che possa riutilizzare al massimo i componenti disponibili senza aggiungerne altri per quanto possibile almeno. Ho misurato giusto per accertarmi di come funzionassero i trasformatori d’uscita originali del kit e il risultato è questo (la scala verticale è di 5dB per quadretto):

Mentre questo è lo schema che ho deciso di andare a realizzare sulla falsa riga dell’originale, i trasformatori di uscita sono i miei 04030UH15 da 2k (al posto dei 3k originali) che sicuramente mi avrebbero permesso di far funzionare la EL34 in modo ottimale, rispettando per altro le semplici indicazioni del datasheet: carico 2K bias a 100mA con 250volt di placca. (clicca la miniatura per ingrandire)

Ci tengo a precisare che lo schema è quello definitivamente montato e messo a punto da ME, con i MIEI trasformatori e il MIO cablaggio, la rete di feedback formata dai resistori R21/R31 e dai condensatori C12/C19, nonchè R17/C13 e R24/C20 (che impediscono ritorni di griglia) sono strettamente legati al trasformatore d’uscita e al cablaggio, consiglio a chiunque si accinga ad assemblare questo schema di procurarsi almeno i miei trasformatori d’uscita e dall’eseguire il primo collaudo con il segnale di feedback sconnesso e di assicurarsi che il circuito sia stabile quando lo connette. I valori di C12/C19/C13/C20 potrebbero necessitare ritocchi in base al cablaggio mentre i valori di R31/R21 decidono il tasso di controreazione potrebbero dover essere modificati con trasformatori diversi. R10 ed R27 sono da 135ohm, non è un’errore, esistono resistenze da 135ohm ! e questo è il valore ottimale per polarizzare in perfetta classe A le EL34 con le tensioni di questo schema, chi non trovasse la resistenza del valore preciso può mettere in serie una resistenza da 120 con una da 15ohm.

Mi è stato chiesto di abbellire anche l’estetica dell’amplificatore già che c’ero. Smonto tutto quanto era stato cablato, molti componenti erano sciupati e da buttare via, il telaio aveva già subito modifiche e forature e non reputavo nemmeno la disposizione simmetrica dei trasformatori buona per effettuare un cablaggio ottimale, io preferisco sempre mettere la sezione di alimentazione da una parte e cablare i 2 canali vicini, per accorciare al massimo tutte le connessioni, specialmente quelle che vanno dalle boccole RCA al potenziometro e da quei ai canali. Ho quindi rappezzato la cima del telaio con una lamiera di alluminio che ho poi forato e rivettato prima di portare il tutto a verniciare.

E prodotto una base di montaggio in bachelite, fissare la roba alla lamiera da pessimi risultati è scomodo e non mi piace. PS gli zoccoli a pulipano non mi sono piaciuti per niente, fissare i componenti a dei perni è proprio scomodo, zoccoli con la paglietta forata sono molto più comodi.

Quindi ho cablato tutto…

Ho recuperato tutti i condensatori elettrolitici mundorf comprati dal cliente, le resistenza sono tutte nuove, ho aggiunto altri componenti di pregio come dei carta olio militari USA Westing House nell’accoppiamento tra driver e finale, elettrolitici NOS ’70 sotto i catodi. Ho poi realizzato una mascherina decorativa in legno invecchiato artificialmente, me viti arrugginite invece sono realmente antiche (solo decorative, non tengono fissato nulla). La manopola è stata realizzata in ottone al tornio e poi brunita con un prodotto chimico apposito.

Dati strumentali:

  • Potenza massima sotto al clipping: 8Watt RMS per canale.
  • Banda passante a 1Watt: 15Hz / 100khz -1dB (180khz -3dB)
  • Banda passante a 8Watt: 25Hz / 100khz -1dB (180khz -3dB)
  • Fattore di smorzamento DF: 6,66 – Rout: 1,2ohm

Grafico della banda passante (scala verticale 1dB quadretto)

Onda quadra a 100Hz

Quadra a 1khz

Quadra a 10khz

Quadra a 20khz

Analisi di spettro (scala verticale 20dB quadretto) fondamentale a 1khz

Eccolo in funzione

Scrivo questa recensione sul mio amplificatore costruito da Stefano Bianchini.

Come scrivevo nella parte citata da Stefano a proposito del suo articolo sulla costruzione dell’amplificatore, ho sempre pensato che un valvolare suonasse meglio di qualsiasi cosa. Ora posso dire con soddisfazione che è veramente così. Un amico tempo fa mi disse “la prima volta che entrai in un negozio e sentii un valvolare, udii dei suoni che non avevo mai sentito” Devo dire che è proprio così. Ascoltando i cd che conosco da decenni in alcuni casi, il suono che esce dalle casse non è quello che mi ricordavo. Premetto che io sono stato uno dei tanti clienti di Stefano, ma non ho ne rapporti di parentela ne altro. Purtroppo quando iniziai a studiare elettronica, le valvole erano già sul viale del tramonto per la “massa”, e quindi non furono trattate nel programma di studio. Ma per fortuna ho trovato chi ha saputo cablare per me! Per quanto riguarda il primo ascolto devo dire che son rimasto folgorato dalla pulizia del suono, e da come ogni strumento dal più presente al più tenue a livello sonoro, siano ognuno al proprio posto. Prima il suono era molto impastato. Ora invece il suono è pulito e molto dettagliato! Il timore di Stefano è che con tutti i condensatori Mundorf che ci sono, fosse troppo accentuato sugli acuti. Devo dire che sentendolo con le mie casse Yamaha NS-10 (monitor da studio) è perfetto. I piatti della batteria sono brillanti al punto giusto. Ho sempre odiato il suono che usciva da certi amplificatori, che mettevano poco in risalto i piatti. Ai vecchi tempi ascoltavo con le Sonus Faber Extrema Amator, ed il DSP-A1 (7+1 canali) Yamaha. Se potessi usare le sonus faber chissà che risate mi farei! Si ho solo 8 W per canale di potenza ma secondo me ci sarebbe poco da scherzare! Per ora le casse sono da un amico chissà che non ce la faccia a riprenderle. Ma ora passo a descrivere pur non essendo facile cosa esce dalle Yamaha (che ho sempre avuto anche ai tempi delle Sonus Faber).

Tanto per iniziare, dal cd The Ultimate Collection di Sade ho ascoltato:
Hang On To Your Love: suono dettagliatissimo piatti della batteria brillanti bel soundstage!
Cherish The Day: trilli dalla cassa sinistra favolosi, ogni strumento dalla chitarra al basso che arriva dopo è al suo posto!
Never As Good As The First Time: basso molto focalizzato, anche qui piatti e trilli dettagliati. Poi la voce di Sade non ha bisogno di pubblicità.

Metallica: Dal cd “THE BLACK ALBUM” a tutti quelli registrati da Bob Rock esce un suono sopra la norma ! La voce di Hetfield ha un suo fascino particolare. La batteria di Lars con i suoi piatti ed il suo rullante che è quasi una sua firma, non ha bisogno di presentazioni. Finalmente il basso è dietro ma c’è!

Gun’s ‘N Roses: Appetite For Destruction edizione dorata Original Master Recording, stessa storia dei Metallica. Suono ben dettagliato benchè sia un disco che ha ormai i suoi anni. Batteria e voce sempre presenti, Duff McKagan è dietro ma molto presente. Slash ed Izzy la fanno da padrone.

E’ come se fossi stato invitato ad una sessione di prove del gruppo e fossi stato l’unico spettatore. Il suono in generale per tutti i cd ascoltati e tutti i generi, è come un’immagine elaborata con Photoshop, dove ogni strumento è su un suo “layer” e nessuno copre l’altro!

Bella Paradise City: bella all’inizio con i coristi e le chitarre arpeggiate.

Come non citare Sweet Child ‘O Mine: Slash credo di non averlo mai sentito così, anzi ne son sicuro!

Rocket Queen: ha un basso favoloso. Forse la partitura più dettagliata di tutto il disco.

Mario Biondi The Best Of Soul: Qui che dire, voce strepitosa a dir poco. Sembra di essere in un piano bar ed ascoltare una esibizione in privato.

Do You Feel Like I Feel: voce favolosa.

A Handful Of Soul: è puro Jazz al 100%

Gratitude: voce molto profonda e richiama a tratti Older di George Michael. Piatti e tromba molto dettagliati.

On Up Your Eyes: durante l’intro quando si sente l’annuncio del volo all’aeroporto sotto si sente la voce dei turisti che parlano. (Mai udita prima)

All I Want Is You: il piano è bellissimo.

Love Is A Temple: c’è un suono che richiama quasi lo schiocco delle dita, che è degno di nota.

Passiamo alle munizioni pesanti…

Adele 21: Turning Tables, pianoforte molto presente che non copre i violini. Adele sembra quasi sia appoggiata al piano mentre canta. A 2:03 minuti voce leggermente graffiante ma al punto giusto. Morbida al contempo. A 3:24 quando dice Goodbye la voce ha una trama favolosa.

One And Only: si sente chiaramente lei che canta davanti al piano. Veramente bella.

Someone like You: dalla voce al piano non ci sono veramente paragoni con altri amplificatori che ho sentito.

Anastacia Freak Of Nature: Ho ascoltato il cd e non ho deciso di citare nessun brano perchè suona bene. Ho sempre trovato la voce della cantante un pò esosa con il suo “uaaahhhh” marcato. Ora è molto più controllata e piacevole. Anche lei non ha bisogno di presentazioni, specialmente quando prende il volo!

Cito Dolores ‘O Riordan (una perdita per l’umanità) con i the Cranberries. Penso che chi l’ha ascoltata almeno una volta riconoscerebbe subito il suo cantare in stile irlandese. I suoi gorgheggi son strepitosi. Dal cd Something Else ho ascoltato Linger, Rupture ed Ode to My Family in versione austica. Violini veramente belli che accompagnano le chitarre e la voce di Dolores.

Il cd 1’S di Mariah Carey… non ha bisogno di presentazioni. Va solo ascoltato con un valvolare. My All, Emotions, Love Takes Time, etc non son descrivibili a parole purtroppo.

Ho usato anche vari cd Chesky, dal Gold Stereo And Surround Setup Disc, Al 2K Sampler, a Rebecca Pidgeon e tutti quelli che mi dimentico e che ancora non ho provato.

Adesso posso veramente chiudere questa piccola recensione. Se le persone invece di ignorare le valvole avessero ignorato i lettori mp3 tra i primi l’iPad il futuro dell’audio sarebbe stato molto più roseo. Invece il futuro è tornare ai vinili che non suoneranno mai come un cd! con i suoi fruscii salti della testina etc, e con mp3 in vendita online. Perchè alla massa ignorante basta questo come termine di paragone per l’audio, un mp3! Con quello che si spende per un iPhone anzi meno io mi son trovato un amplificatore che suona come avrei sempre voluto. Come speravo nella mia immaginazione che dovesse suonare un valvolare.

C’è voluto del tempo ma ce l’ho fatta!

Piccola nota di SB-LAB, non sono le valvole belle o i fili di argento che fanno suonare bene un’amplificatore, ma la qualità dei trasformatori, dei condensatori e la cura del progetto prima e la cura nella messa a punto dopo aver assemblato, senza questa cura si possono montare i più costosi dei componenti che si avranno sempre e solo risultati scadenti.


Passiamo ad un’altro progetto molto simile, il rescue34

Ho realizzato questo amplificatorino con le EL34 (anche se non amo particolarmente questa valvola usata come finale) per accontentare le tante persone che mi chiedono di pubblicare uno schemetto che usi questa valvola. Lo schema è quanto più semplice possibile per un montaggio facile ed economico da realizzare.

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Costo Euro 404,00 comprese tasse e spedizione.
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Premessa

Le strumentali qui riportate sono reali e si riferiscono all’esemplare da me progettato e da me costruito con i trasformatori da me prodotti rispettando lo schema da me realizzato e qui pubblicato. Questo circuito funziona benissimo. Se avete intenzione di realizzare questo progetto potete contattarmi e ordinarmi il set di trasformatori. Se decidete di realizzare lo schema con trasformatori di diversa provenienza e quindi con caratteristiche diverse da quelli prodotti da me non sono responsabile dei malfunzionamenti dello stesso o se questo non rispecchia le caratteristiche strumentali da me riportate e vi assumete l’onere di analizzare il circuito con adeguate strumentazioni e giungere in modo autonomo alla messa a punto con conseguente modifica dello schema per farlo funzionare correttamente e anche questo caso non garantisco il raggiungimento dei miei risultati. Quindi per la buona riuscita vi consiglio di usare i miei trasformatori.

Ecco lo schema (clicca per ingrandire).

Single Ended EL34

Tutte le resistenze dello schema sono da 1/4 di watt se non diversamente segnato.

Caratteristiche tecniche:

Trasformatore d’uscita utilizzato: Mod. 04030UH15
Potenza: 7 Watt RMS
Banda passante: 30Hz ~ 130kHz -3db – (1)
Distorsione armonica: 0,9% – (2)
Fattore di smorzamento (DF): 4 – (3)
Sensibilità di ingresso: Linea standard.

Analisi di Spettro (2):

(1): La banda passante dipende interamente dalla qualità del trasformatore d’uscita utilizzato, i dati dichiarati sono quelli del trasformatore da me usato.

(2): La distorsione armonica dipende dalla qualità del trasformatore d’uscita utilizzato e dal tasso di controreazione applicato al circuito (vedi R13 ed R23), NOTA: in assenza di NFB la distorsione può raggiungere il 10% (ed è da datasheet della EL34).

(3): Voglio far notare il fattore di smorzamento piuttosto bassino rispetto ad altre mie realizzazioni, questo non dipende da me ma dipende dalla bassa impedenza primaria necessaria per la EL34 che essendo un pentodo ha una resistenza interna altissima, questo è un problema genericamente degli stadi finali a pentodo/tetrodo, ma tra tutti la EL34 è quella che da i risultati peggiori. In assenza di NFB il fattore di smorzamento è inferiore a 1.

Se il trasformatore d’uscita ha una scarsa banda passante però l’applicazione di forti tassi di NFB finisce per creare più problemi di quelli che risolve, quei trasformatori lofi che arrivano scarsamente a 20khz non vanno affatto bene, in quanto le rotazioni di fase iniziano già al centro della banda udibile e in presenza di NFB creano intermodulazioni e armoniche alte molto sgradevoli all’ascolto, ma di contro senza NFB si ha poi il diffusore totalmente fuori controllo con i bassi che rimbombano nella cassa, medi ovattati etc…

In realtà fattore 4 non è uno smorzamento altissimo, ma data la bassa potenza se l’amplificatore è accoppiato con casse che non ha coni di diametro elevato dovrebbe cavarsela bene, con le mie Tannoy Berkeley (che hanno un cono piuttosto grande) comincia già ad enfatizzare in basso e le voci maschili tipo Johnny Cash risultano leggermente compromesse (infatti il basso smorzamento influisce maggiormente alle frequenze più basse). La gamma media e alta invece è molto pulita, merito dei trasformatori e dei condensatori di ultrapath C3 e C7 (finezza che in pochi adottano) che sono in polipropilene e sono necessari a sopperire ai limiti del bypass catodico C1 e C2.

Per aumentare lo smorzamento ulteriormente invece di un solo triodo della 6SL7 ne avrei dovuti mettere 2 in cascata e poi fare molto più NFB, ma c’è una regola di buon senso nella progettazione di amplificatori a valvole che dice di non esagerare con l’NFB, ed ecco svelato, dati alla mano, il motivo della mia avversione per le EL34 che si fanno buona compagnia con la KT88 che soffrono degli stessi problemi ma ingigantiti dalla maggior potenza. Un cosa da provare, come ho provato con il Trio88, è di usare le EL34 esclusivamente a triodo.

Nota importate: io sono perfezionista e ho un forte spirito critico, oltre ad essere sincero a trasparente, quindi scrivo chiari e tondi quelli che non sono i difetti della circuiteria ma una vera e propria limitazione tecnica. Qualsiasi altro schema analogo o anche migliore, anche se usate componenti costosissimi o trasformatori che promettono miracoli in tutta probabilità avrà strumentali peggiori di quelle che esibisco qui, compreso lo smorzamento, sempre che appunto non usi un tasso maggiore di NFB. La parola di gente che dice “nono suona bene” non vale niente, senza esibire dati strumentali non ci può essere un confronto tecnico, sono affermazioni soggettive perchè se poi una persona non ha mai sentito la differenza di ascolto con un’apparecchio dalle strumentali migliori (come banda passante e come smorzamento) sicuramente affermerà che suona bene anche il più scadente apparecchio del pianeta. In definitiva questo piccolo progettino nei sui limiti si difende bene, suona bene nonostante il costo di realizzazione veramente basso, sopratutto se raffrontato con molte cose analoghe che girano come i fantomatici KIT di nuova elettronica che se montati con i trasformatori originali hanno bande passanti imbarazzanti (clicca per vedere un’analisi tecnica del KIT NE LX 133) con fattori di smorzamento tipicamente inferiori a 2, a volte peggio, sopratutto se si commette l’assurdità di cambiare la EL34 con una KT88 caricando ancora di più di continua il trasformatore.

Nota Importante 2, condensatori C13 e C15: Ho inserito questi 2 condensatori da 100pico dopo la gridstop R11 ed R21 a formare un passa basso sull’ingresso dell’amplificatore, perchè se no i miei trasformatori d’uscita proseguivano dritti fino oltre i 200khz, fino di preciso non lo so perchè il mio generatore di funzioni di ferma a 200khz (avrei potuto collegare il generatore RF ma mi sembrava grottesco haha e pensare che tanti fanno amplificatori che a malapena riescono a coprire metà della gamma udibile senza attenuare). Con 100pico ho limitato la banda passante a 130khz -3db con il -1 circa attorno i 90khz. In realtà lo avrei potuto tagliare di più, con 180pico avevo il -3dB a 50khz ma il -1 a 20khz, e non mi andava affatto bene. Poi non avevo a disposizione condensatori di valori intermedi, tipo 120 o 150pico, in ogni modo è poco importante.

Concludendo questa divagazione con trasformatori di bassa qualità come quelli che circolano normalmente questi 2 condensatori andrebbero tolti, le gridstop R11 ed R21 invece vanno lasciate.

Nota 3: se uno dovesse essere preciso non farebbe strane modifiche come il passaggio a triodo o in ultralineare o montando valvole diverse così a caso, modifiche di questa portata richiedono modifiche delle resistenze di polarizzazione, va valutato il diverso carico sulla sezione di alimentazione (sopratutto se si usa una rattificatrice a vuoto come ho fatto io) e il maggiore carico sul trasformatore di alimentazione. Qui è stato usato un trasformatore d’uscita con un’impedenza primaria di 2000ohm, l’uso della connessione ultralineare o a triodo richiede e maggiore swing da parte del driver, con conseguente calo di guadagno da parte del circuito che in questo caso richiederebbe di diminuire il tasso di NFB con effetti che non ho provato strumentalmente. Potete provare, con la finale connessa a triodo la resistenza di catodo va messa da 220ohm invece che 150, la potenza che ci si deve aspettare potrebbe scendere a 4 watt.

Evitate invece di fare come tante persone che si divertono a cambiare valvole così a caso, alla fine si cercano la distorsione che gli piace di più ma non si può parlare di alta fedeltà in tali condizioni di casualità, se cambiate tipo di valvole o la sua configurazione anche lo schema va adattato, chi mette una 6SN7 al posto di una 6SL7 o una KT88 al posto di una EL34 senza apportare le dovute modifiche al circuito è un pasticcione.

Le rette di carico

Visto che questo articolo deve essere didattico pubblico anche le rette di carico sia del driver che della sezione finale.

Il mio montaggio

DSCN5050

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DSCN5087

Le EL34 e la GZ34 montate sono della jj, le ho messe perchè me le hanno date, ma montate possibilmente qualcosa di un pò meglio, evitate anche le sowtec, le elettro harmonix cominciano a essere meglio. Queste sono state in funzione un paio d’ore e mostrano già segni di evaporazione (aloni fumè sul vetro che si notano anche in foto se guardate bene) e probabilmente non dureranno molto, la dissipazione a riposo l’ho tenuta un pelo più bassa (22 watt) rispetto la massima ammessa (25) per evitare problemi.

Disegni CAD del Mobile

esploso

Io ho fatto fare un mobile di alluminio piegato e poi mi sono arrangiato alla vecchia maniera per i fori, allego qui sotto lo zip con il file in formato freecad + file step delle parti in metallo, il disegno è sotto gpl3 chi vi apportasse modifiche come l’inserimento delle forature è pregato di farmi riavere i disegni modificati in un formato di file opensource.

Case Rescue34

Commento del proprietario:

Ciao l’amplificatore suona benissimo. Anche con i cavetti d’ingresso scollegati oppure collegati con la sorgente di segnale spenta e il volume al massimo non si sente il benchè minimo ronzio.


Il terzo progetto di questa pagina è la rivisitazione del KIT LX1240 di Nuova Elettronica, da schema per principianti LowFi a schema per principianti HiFi. Pubblico questa modifica per tutti coloro che mi chiedono informazioni a riguardo.

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Questo schema circola su internet come progetto per principianti, modificato un pò in tutte le salse, è molto semplice da realizzare (come il mio rescue34), ma rispetto al rescue34 non è per niente HiFi…

Il progetto originario di nuova elettronica era tirato al massimo risparmio (oltre ogne limite della decenza) a totale discapito della qualità dei trasformatori che definire indecenti è un complimento. Il trasformatore di alimentazione originario di nuova elettronica era talmente sottodimensionato che su internet si trovano esperienze di persone che affermano arrivasse a fumare dopo un pò che era acceso, tanto che qualcuno ne comprava 2 per alimentarci solo un canale, avendo ugualmente problemi di surriscaldamento! Ancora più ridicoli sono i trasformatori d’uscita, io in quelle dimensioni ho realizzato trasformatori d’uscita per cuffie con valvole del taglio delle 6J5, loro ci hanno fatto lavorare sopra una EL34. Varie modifiche sono state sperimentate, con EL36, 6L6, desolate 2A3 e qualcuno goliardicamente ci ha messo anche delle KT88 (forse voleva essere una cosa fatta per riderci sopra?) .. Fatto sta che non puoi tirare il sangue dalle rape, da quel set di trasformatori non puoi ottenere nulla di decente, insomma esce suono come esce dal citofono, nessuna qualità HiFi.. Basta vedere le strumentali del fratello maggiore (e più costoso LX133) per capire quale possa essere la qualità di questo LX1240.

Premesso quindi che spendere poco con cose a valvole non ha senso, meglio usare un TDA2002, spendi ancora meno e suona sicuramente meglio che un valvolare realizzato con trasformatori di così bassa lega. Veniamo quindi alla mia versione. Premetto che su internet circolano schemi dove la gente commuta da pentodo a triodo così alla leggera, senza considerare che il valore della resistenza di polarizzazione sotto al catodo della finale andrebbe cambiato, io per ora ho considerato il funzionamento a triodo. I trasformatori d’uscita sono gli stessi usati per il rescue34 quindi ad alta banda passante e dal suono di altissimo livello.

Ecco lo schema (clicca per ingrandire)

LX1240 Rivisto (triodo)

Ho corretto la polarizzazione della finale a triodo e ho corretto anche la polarizzazione della ECC82, perchè nella versione di Nuova Elettronica era fatta funzionare fuori dalla zona lineare, ma vadiamo le rette per capire (in verde la versione Nuova Elettronica, in rosso la polarizzazione nella mia versione).

Rette ecc82

Questa la retta di carico della EL34, la tengo un pò sotto la dissipazione massima, ma tirandola di più quello che si otterrebbe in termini di potenza è veramente poco. In tutti i modi in questo modo si ottengono 3 watt RMS.

El34 Triodo Retta 2k

Se siete interessati a realizzare questo schema potete chiedermi il preventivo per il set composto da 2 trasformatori d’uscita, 2 induttanze e un trasformatore di alimentazione.