Riparazione e Progettazione apparecchi Valvolari

La mia Filosofia

Entry Level / HiFi / MyFi / HiEnd

Faccio una rapida distinzione tra 3 categorie di apparecchiature che soventemente si cita quando si parla di riproduzione audio.

Entry Level: Entry Level nel mercato indica tutta una serie di apparecchi semplicemente a basso costo, prodotti con componenti economici e di bassa caratura e senza nessuna pretesa di vera qualità, nel mondo dell’amplificazione valvolare è rappresentata da tutta una serie di apparecchi di fattura molto semplice, solitamente cinese, con componenti i più economici possibili e fortissimi compromessi a livello qualitativo dei trasformatori e della progettazione generale del circuito.

HiFi: HiFi è un termine generale “razionale” coniato molti anni fà, abbreviazione di “High Fidelity” e vorrebbe indicare un’apparecchiatura audio congeniata per riprodurre nel modo più fedele possibile il segnale che viene applicato al suo ingresso. Alcuni persone hanno la pretesa di affermare che sia possibile eseguire una riproduzione fedele al 100% di una registrazione audio se l’apparecchiatura utilizzata rispetti certi criteri costruttivi e certi parametri strumentali, in realtà la perfezione non esiste al 100% ma la bravura progettuale può portare a riproduzioni molto vicine alla perfezione. Sia chiaro che un’amplificatore HiFi non può creare dal nulla qualcosa che nella registrazione non sia presente, piuttosto un buon amplificatore può farti sentire cose che sono presenti ma solitamente non si sentono. È fatto oggettivo che la qualità della registrazione la fà da padrone, quindi se una registrazione è di cattiva qualità un’amplificatore HiFi la riprodurrà nella sua bruttezza per quello che è. Tutto questo tralasciando poi tutte le problematiche legate all’ambiente di ascolto.

MyFi: MyFi è un termine coniato da persone razionali per indicare tutta una tipologia di apparecchiature che al contrario di quelle HiFi non si prefiggono di riprodurre il segnale in modo fedele ma sono costruite in modo da introdurre tutta una serie di distorsioni sia armoniche che temporali (rotazioni di fase), apparecchi spesso ricolmi di elementi reattivi quali induttanze e trasformatori (ma non necessariamente) è che a detta di chi li adotta “suonerebbero” in modo più naturale e fedele… Questo è uno degli argomenti che genera più confusione e diatriba, gli apparecchi MyFi sono definiti tali da chi è razionale, ma spesso i loro estimatori si impuntano ad affermare che quella sia “alta fedeltà” che siano apparecchi HiFi perchè riproducono la musica nel modo più realistico e naturale… Secondo Loro… È oggettivo e dimostrabile che tali apparecchiature abbiano spesso tassi di distorsione molto elevati, così come è ovvio che un circuito non può rimettere nel segnale quello che non è stato registrato nella registrazione stessa, al limite si riesce a mascherare qualche bruttura di una registrazione di cattiva qualità. Sono apparecchi limitati al gusto personale e limitanti nel senso che non si comportano ugualmente bene con tutti i tipi di musica. Sono apparecchi che talvolta possono riuscire a rendere più gradevole qualche brutta registrazione (e comunque sempre in modo soggettivo) ma che come rovescio della medaglia tendenzialmente rovinano le buone registrazioni, quindi così come un HiFi ti fa godere di una buona registrazione e ti fa ascoltare tutta la bruttezza di una cattiva registrazione un MyFi al contrario potrebbe renderti più gradevole una brutta registrazione ma rovinare completamente una buona.

Un’esempio lampante di quanto dico potrebbe farsi con alcune versioni, anche in vinile (possiedo un 33 giri con questo brano), del brano “The Animals – The House of the Rising Sun Mafia”, per quanto sia una bella canzone la registrazione è pessima, sopratutto la traccia del cantato è in evidente saturazione ogni ed volta che ho provato ad ascoltare questa canzone su un HiFi l’ho fermata subito perchè è orribile, non si ascolta, assolutamente insopportabile. Mi è capitato però di mettere il mio 33 giri sul giradischi di qualche radio d’epoca anni 50/60, piatti lesa o simili, testine piezo con la puntina di ottone, robetta con tassi di distorsione tranquillamente anche al 20%, bassi tagliati, alti tagliati.. bhe si ascoltava! Era sopportabile, tutto l’impastamento e l’arrotondamento introdotto dal finale audio senza pretese di una radio in onde medie faceva sembrare la registrazione meno schifosa di quanto non fosse… questo fanno i MyFi!… ok… Ma al mondo non ci sono solo pessime registrazioni… Ci sono anche tantissime ottime registrazione pulite, bellissime, ricche di dettagli e assolutamente coinvolgenti con gamme basse profonde e dinamiche, acuti ricchi di dettagli, grana… Insomma dovremo ridurre tutto all’infimo livello di ascolto di un radiolone? Rovinare ottime registrazioni a questo modo? Ricordiamoci che l’industria ormai produce poche buone registrazioni proprio perchè la maggiorparte della gente ascolta musica con apparecchi di nessun pregio e non potendo apprezzarle non si sforzano nemmeno di produrle. Poi ci sta che si voglia avere anche apparecchi di questo tipo per ascoltare registrazioni non proprio buone, anche a me è capitato che mi piacesse una certa canzone o un certo artista ma le registrazioni che trovavo era tutte lofie. Quello che però a volte da fastidio a me e ad altri tecnici sono le persone che non riescono a capire la distinzione tra HiFi e MyFi o non accettano nel modo più assoluto che si affermi che i loro apparecchi distorcono, se gli piace allora è HiFi. Bene non è HiFi!

HiEnd: HiEnd è un termine commerciale coniato negli ultimi anni dai produttori per cercare di indicare qualcosa che sia HiFi portato ai massimi livelli, il problema è che in poco tempo HiEnd ha perso totalmente di significato, il mercato dell’HiEnd si è riempito di cani e porci e ormai nel gruppo HiEnd si trova di tutto, da apparecchi semplicemente HiFi (magari costruiti con costosi mobili fresati dal pieno di alluminio) ad apparecchi MyFi e qualsiasi cosa che sia strana o esoterica, ad apparecchi Entry Level ma montati dentro sontuosi, pesanti e bellissimi mobili di metallo con lavorazioni meccaniche importanti per dargli un’aspetto serio… cavi, cavetti, fusibili forgiati con metalli ottenuti per sintesi atomica dentro acceleratori di particelle… L’unica cosa che accomuna le cose dichiarate HiEnd è di costare un pozzo di soldi, basta. Impossibile per i non esperti capire cosa sia buono e cosa sia fuffa.

Misuroni / Distorsoni Esoterici / Guru / Razionali

Dopo aver spiegato cosa è L’HiFi e il MyFi voglio iniziare a mettere distinzione su alcune categorie di Tecnici o Ascoltatori che esistono nel mondo dell’alta fedeltà generale ma sopratutto in quella valvolare, per cercare di fare chiarezza sulle diverse filosofie di pensiero contrastanti che si danno battaglia da sempre su internet e non solo.

Il “Misurone”: Il misurone è una razza ormai in declino ma che sopravvive ancora sotto forma di alcuni tecnici del suono o fan boy di apparecchiature a stato solido, solitamente è un tecnico quasi mai puramente uno che ascolta e basta. Il misurone disprezza solitamente il mondo valvolare considerandolo antico/obsoleto e portatore di distorsione in ogni sua forma possibile immaginabile, il misurone solitamente esibisce apparecchiature a stato solido di grandissima potenza anche in contesti domestici totalmente fuori luogo come amplificatori da 1kW per canale, a volte ripudiano anche qualsiasi cosa sia reattiva (in base a quanto sia grave la loro ossessione), arrivando a fare “bi” o “tri” amplificazioni solo per eliminare i condensatori e le induttanze dai filtri di crossover delle casse. È comune vedere misuroni prendersi gioco di chi usa apparecchiature che essi considerano inferiori e fare affermazioni del tipo “un’apparecchio superiore può benissimo imitare il suono di uno inferiore”, salvo poi che questa affermazione non ha mai trovato riscontro nella realtà di un qualsiasi amplificatore a transistor che premendo un pulsante modificasse il suo suono per imitare in modo credibile un valvolare. Il misurone da la vita per le strumentali, esse sono l’unica cosa che conta. La razza dei misuroni è nata negli anni 80, quando le valvole iniziarono a uscire dalla grande scena e ci fu il boom del transistor, inutile dire che forse proprio in quegli anni vennero prodotti i peggiori apparecchi audio che la storia umana ricordi.

Il “Distorsone Esoterico”: Il distorsone è solitamente un’ascoltatore o un’hobbysta, qualcuno si definisce tecnico ma raramente i distorsoni hanno vere capacità tecniche. Il distorsone è la risposta immunitaria ai misuroni. Persone stanche di sentire sempre cose che suonano tutte uguali o che suonano male “secondo loro”. Il distorsone disprezza il mondo tecnico, i tecnici e chiunque cerchi di ragionare sulle cose. Il cavallo di battaglia del distorsone è “solo l’orecchia conta” (e in parte hanno ragione) e gli strumenti di misura non servono a niente perchè “già nel passato si è visto come apparecchi che agli strumenti andavano bene suonavamo peggio di altri che andavano peggio”... affermazione che può essere vera ma totalmente fuori di contesto perchè bisogna valutare come fossero costruiti i due apparecchi a confronto, se le strumentali esibite dai due produttori fossero entrambe veritiere, le condizioni di test paragonabili ed infine il gusto personale di chi ascolta. Uno dei più grandi errori del distorsone è di credere che il proprio gusto personale sia universale e ciò che secondo lui suona bene debba per forza di cose essere riconosciuto in modo assoluto come tale da chiunque. Ma veniamo al sodo, perchè li chiamo “distorsoni”? Semplicemente perchè sono persone che spesso si prodigano come autocostruttori (ma non sempre), con basi tecniche da rivista di HiFi. Il più delle volte, quasi completamente privi di strumenti, a parte un saldatore e un tester, assemblano circuiti presi qua e la su internet e sui forum o pensati di loro testa ma in assenza delle basi tecniche minime indispensabili, spesso contenenti errori madornali, che una volta accesi, se per loro fortuna non fumano o non ronzano dannatamente forte di solito “suonano” con tassi di distorsione spaventosi. Il distorsone se deve polarizzare una valvola non guarda i datasheet per capire come scegliere un punto di lavoro ma mette resistenze di valore casuale finchè non trova casualmente una forma di distorsione che gli piace e a quel punto affermerà di aver realizzato un’apparecchio di “alta fedeltà”. Il distorsone produce MiFy ma non se ne rende conto. Ovviamente gli strafalcioni e le brutture circuitali commessi da queste persone spaziano in un’infinità di cose, dalle valvole raddrizzatrici messe in serie a un’alimentazione già raddrizzata con dei diodi, sacrificate praticamente per fare il lavoro che avrebbe fatto anche una comune resistenza, a realizzare alimentazioni stabilizzate o pseudo regolate con una valvola seguite da batterie di immensi condensatori elettrolitici che praticamente vanificano il lavoro dello stabilizzatore che si guasta dopo 1 mese per gli eccessi di corrente che è costretto ad erogare in fase di accensione, convinti che una 6SN7 con i suoi 5mA “abbia bisogno di corrente”, più o meno come se il serbatoio di un’auto fosse grande 50 volte l’auto stessa o come se il regolatore di tensione lasciato da solo e libero da dover caricare enormi condensatori non riesca a erogare i picchi di pochi mA richiesti dalla valvola preamplificatrice. Polarizzano una finale a 4 volte la dissipazione massima ammessa e affermano che “così suona”. Elencare tutte le assurdità che si vedono negli schemi dei distorsoni richiederebbe un’enciclopedia intera. Il risvolto comico dell’operato dei distorsoni è che spesso capita che la prima volta che cambiano le valvole al loro amplificatore “super perfetto hifi fedele dal suono naturalissimo” esso non suoni più allo stesso modo, talvolta anche montado valvole dello stesso tipo e marca… Poi si chiedono “perchè?!”… Non avranno mai una risposta al loro “perchè”… perchè avendo assemblato un circuito a caso, hanno ottenuto un risultato casuale, il distorsone credeva che il suono venisse dalla pregiata 27, la 45 o la 300B, invece veniva dal caso. Il distorsone ripudiando gli strumenti di misura e non avendo idea di cosa facesse il loro circuito quando “andava”, non ha idea di cosa faccia dopo il cambio delle valvole, non ha idea di come replicare l’esperienza e non può fare altro che rimettersi a spendere mesi e mesi e un mucchio di quattrini montando altre cose a caso fino a quando non gli ritorni circa il risultato che cerca. Si leggono storie di distorsoni che hanno fatto prove su prove, assemblando circuiti per anni prima di arrivare al risultato che li soddisfacesse. Risultato che a volte è durato poco. Va precisato poi che quello che piace al distorsone, essendo “a orecchia” è ovviamente del tutto soggettivo/personale solitamente piace solo a lui o a pochi altri, o anche a un gruppo di persone, ma state certi che ci saranno distorsoni che affermano che A è magnifico e B fa schifo e viceversa.

I distorsoni sono spesso artefici e produttori di molti impresentabili che ho illustrato in altre pagine, nella loro convinzione di aver costruito apparecchi dal suono magnifico non trovano il senso della decenza di tenerseli o di demolirli ma li devono vendere affinchè anche altri possano godere di quel suono così naturale (e qualche scarica elettrica).

Il distorsone è il più grande incubo per i razionali e per i tecnici in generale, sostanzialmente il distorsone dovrebbe risolvere i suoi problemi da solo, perchè gli altri non possono sentire con le sue orecchie! Ma purtroppo non tutti i distorsoni sanno usare il saldatore, ci sono distorsoni che vogliono che siano altri a fargli le elettroniche o a riparargliele quindi il tecnico si trova di fronte a richieste impalpabili e irrazionali, gli si chiede che gli si costruisca un’apparecchio che suoni come uno che hanno sentito una volta, non si sa dove e di cui gli unici dati sono i suoi racconti e le sue impressioni di ascolto, come se queste fossero traducibili in un progetto. Oppure pretendono che gli si faccia funzionare bene un’elettronica mal progettata, ma senza modificarla… che si faccia in modo che la 807 che dissipa 5 volte il massimo ammesso smetta di bruciarsi, ma senza abbassare il bias per portarla a regimi normali, perchè hanno paura che dopo “non suoni più”… Vogliono la botte piena e la moglie ubriaca.

Il distorsone è la più grande fonte di reddito del “guru”, essendo la percezione musicale un fatto soggettivo, di gusto personale, il distorsone che crede agli esoterismi e pieno di dogmi, è facilmente influenzabile da personaggi pronti a rifilargli apparecchi “magici” dal suono esoterico e celestiale. La valvola più difficile da reperire, la più antica e rara è sempre quella che suona meglio, ovviamente è sempre quella che costa di più.. Gli apparecchi dei guru sono spesso vistosi, enormi e pesantissimi, pieni di trasformatori, induttanze e componenti costosi e pregiati usati anche dove non importa metterli, e ovviamente costosissimi, tutto questo “apparire” di solito è sufficiente perchè il distorsone sia in una condizione psicologica tale per cui quasi sicuramente gli sembrerà suonare anche bene o meglio di un’apparecchio più modesto anche se di prestazioni paragonabili o anche superiori. Primi compratori di apparecchiature e accessori definiti HiEnd.

(*) Certi distorsoni a volte necessitano di certezze, anche se fittizie. Devono avere un’apparecchio e gli si deve dire che esso è perfetto in modo assoluto, solo l’dea che un certo apparecchio possa essere modificato o migliorato instilla nel distorsone l’idea che allora la versione precedente fosse scadente e di conseguenza chi l’ha fatta è un’incapace, per cui anche la versione migliorata sarà probabilmente difettosa. Criticare o anche solo dire che un certo apparecchio creato da un “guru” sia probabilmente migliorabile instilla in certi distorsoni reazioni di rabbia estrema… Purtroppo nel modo dell’audiofilia esistono persone che si comportano al pari di estremisti religiosi, persone piene di preconcetti e dogmi assoluti e indiscutibili per cui le cose per “suonare bene” bene devono essere fatte sempre in un certo modo e non sono ammesse eccezioni.

(*) Chi frequenza forum e social di audiofilia (di solito i veri tecnici, capaci, ne stanno ben alla larga) sà bene di cosa parlo, per gli altri lettori che sono arrivati fin qui nella lettura dico che è tutto vero! Sembra assurdo ma nel mondo audiofilo ci sono vere e proprie religioni con persone tutt’altro che simpatiche o razionali piene d’odio e pronte a insultare chiunque calpesti il loro credo, qualcuno per email è arrivato a dirmi che tutti i miei clienti, che scrivono commenti entusiasti sui miei apparecchi, sono “vacche vagabonde e ignoranti” questo vi basti per definire tali soggetti.

… La perfezione non esiste, tutto è migliorabile, tutto è modificabile, non esiste solo una maniera di ottenere un certo risultato … (vedo facce paonazze e vene che pulsano sulle fronti)

Il “Guru”: Bhe i guru sono distorsoni “avanzati”, diciamo distorsoni che hanno accumulato esperienza tecnica per mezzo di interminabili prove empiriche che in un qualche modo riescono a produrre apparecchi MyFi con certe doti sonore anche se non sanno esattamente come ottengono questi risultati, o meglio credono di saperlo. Il guru è come una figura religiosa che dispensa dogmi ai quali si aggrappano i distorsoni esoterici per cui secondo questi dogmi ogni singola valvola suona in un certo modo (lei da sola, non importa cosa ci sia attorno), che se fai negative feedback suona sicuramente male e se non lo fai andrà sempre bene, che i triodi siano assolutamente migliori dei pentodi, che il trasformatore basta che arriva a 20khz perchè tanto l’orecchia non sente oltre (ignorando totalmente cosa sia il ritardo di fase in gamma udibile), lo smorzamento manco sanno cosè ma se è basso meglio perchè il diffusore che va per conto suo ti fa sembrare la musica più naturale, arrivando a cavi d’oro dal costo indicibile, mattoni “accordati” a 432hz appoggiati sui lettori CD o sugli alimentatori dei preamplificatori, altre scatolette che emettono improbabili onde radio accordate col pianeta terra che influirebbero col cervello (si! effetto placebo, conosciuto dal mondo scentifico da sempre) e tutta una serie di altre amenità che spaziano dal guru normale fino al “guru delirante” che è la peggiore razza…

Adatto per 24 o 36 bit

Dato che la massa delle particelle del CAMPO UNICO e’ NULLA, non serve nessuna potenza per muoverle. 0,5 Volt picco picco su 75 ohm, sono gia’ un’enormita’.

la sfida e’ tirar fuori piu’ informazioni possibili messeci TUTTE a disposizione e presenti in ogni luogo dell’Universo, coerenti con quelle che trattiamo (mi sembra di sentire i politici ed i sindacati, ma qui e’ una cosa seria: il CAMPO UNICO UNIVERSALE e’ la SEDE della VERITA’ ASSOLUTA/informazioni infinite passate presenti e future del nostro UNIVERSO)

Cioe’ il concetto si esprime come dover cogliere le ciliege da un albero. L’albero e’ sopra di noi. Non c’e’ da andare a cercare il giardino dell’EDEN dove ci sono gli alberi, serve solo la scala.

quando il SENSO DELLA VITA ti fa ritrovare il SENSO di DIO

una nuova pagina sulle interazioni “non visibili” che cambiano la vita dell’uomo e l’uomo stesso

Che ci crediate a no, quella qui sopra era l’introduzione di un’articolo che parlava di un DAC, scritto da un guru delirante che afferma di costruire apparecchi capaci di viaggiare nel tempo e nello spazio e di andare a ripescare il segnale audio direttamente dal microfono del cantante prima che questo segnale venisse elaborato dal mixer e dal computer che lo ha filtrato in base alle impostazioni impartite dal tecnico del suono che ha rovinato tutto, fidatevi che è pieno di distorsoni pronti a sborsare decine di migliaia di € per comprare apparecchi prodotti da qualcuno che presenta i suoi apparecchi così! Tutto tristemente vero.

I “Razionali”: Il gruppo dei razionali è essenzialmente popolato di tecnici e persone che oltre ad ascoltare capiscono anche come si progetta un’amplificatore definibile “HiFi”, la differenza tra un razionale e un misurone sta nel fatto che il razionale non cerca la perfezione strumentale assoluta. Io che scrivo questo articolo mi definisco Razionale, so che nulla è perfetto in senso unico, accetto l’idea che un’amplificatore possa avere delle distorsioni, faccio distinzione tra HiFi e MyFi e se voglio posso realizzare entrambe i 2 tipi di elettroniche, ovviamente le elettroniche HiFi sono più facili da realizzare in quanto il MyFi “ad personam” richiede la collaborazione e la pazienza della persona stessa che deve accettare di fare diverse prove per trovare quello che cerca, perchè “deve suonare caldo ma pulito con i bassi morbidi” in senso tecnico non significa niente e varia in base alla persona che lo dice. Ma anche l’HiFi potrebbe essere un poco MyFi in fondo la perfezione non esiste, semplicemente si mette un paletto che separa gli apparecchi più fedeli da quelli che producono tassi di distorsione oltre una certa misura. Accetto che l’ascolto ad orecchia sia l’ultima e la più importante prova, ma credo che lo strumento di misura sia indispensabile per capire come funziona un’amplificatore, per riuscire a correlare un certo risultato strumentale con un relativo risultato di ascolto e cercare di replicarlo senza andare a casaccio come fanno i distorsoni. L’approccio razionale è molto più impegnativo degli altri, richiede anche di dotarsi di strumentazioni costose, di imparare a usarle e avere tantissimo spirito e volontà di sperimentazione, voglia di acquisire informazioni ed esperienza, e anche tanto intuito per vedere i fenomeni quando si presentano.

Cito anche altre 3 categorie di audiofili: quelli che ascoltano con gli occhi, quelli che ascoltano col portafogli ed infine gli snob. Ai primi suonano bene gli apparecchi belli da vedere, ai secondi suonano bene solo se sono costosi. Mentre gli ultimi considerano di valore solo apparecchi di produzione industriale perchè perfetti in quanto replicati in serie ma siccome non hanno le possibilità per comparli oppure perchè non trovano modelli con le caratteristiche che desiderano si rivolgono ad artigiani come il sottoscritto, magari avendo in mano qualche pezzo recuperato o un’amplificatore da demolire allo scopo ma hanno la pretesa che tu gli faccia l’apparecchio dei loro sogni in cambio di due spiccioli e una pacca su una spalla perchè chi produce pochi pezzi è fuori dal mercato e quello che realizza non è rivendibile, quindi in buona sostanza ti dicono candidamente (e senza rendersi conto) che il tuo (il mio) lavoro non vale niente e ti stanno anche facendo il piacere di farti fare qualcosa per allungarti pò di elemosina, magari cercando di sembrare simpatici e chiedendoti anche cosa cosa costerebbe “iva scompresa”. Bhe questi ultimi possono caldamente andare in quel posto.

La mia filosofia

Ho visto cose che voi umani non potete immaginare… e diversi di questi esempi provengono da prodotti di marche note o pubblicizzate su riviste di HiFi. Ho visto trasformatori di alimentazione vibrare come zanzaroni assorbendo quasi 300watt a vuoto senza nessun carico sui secondari, trasformatori di alimentazione con cadute di tensione assurde. Ho visto trasformatori audio sopra i quali dichiaravano bande passanti del tutto arbitrarie, senza specificata l’attenuazione, con potenze improbabili e che a banco mostravano bande passanti reali che non facevano invidia nemmeno al citofono del condominio. Trasformatori audio con ringing pazzeschi. Trasformatori audio con le passate di rame incomplete dentro. Trasformatori con dichiarati dati tirati a caso, assurdi, irreali o completamente impossibili.

Ho visto trasformatori SE per KT88 più piccoli della valvola! gente che vendeva trasformatori d’uscita per un pushpull di EL34 grandi quanto un’albicocca e clienti che non capivano come mai questo fumasse o suanesse così male, “avrò sbagliato il circuito” si dicevano… Ho visto trasformatori interstadio costruiti su nuclei piccolissimi per risparmiare sul prezzo, avvolti con filo talmente sottile per inseguire la chimera dell’induttanza primaria esagerata che alla fine avevano una resistenza interna talmente alta da arrivare a fumare anche con i 15mA di una piccola valvola di segnale.

Ho visto trasformatori riavvolti con quello che si aveva a disposizione, serviva filo sottile e non lo avevano… va bhe, facciamolo con 1000 spire in meno “chissenefrega tanto va lo stesso”. Trasformatori di costosi apparecchi HiFi riavvolti alla buona rovinando quasi 1 centimetro di lamierini originali, sostituiti con del cartone perchè non trovavano i lamierini di quella misura, (come mai poi che vibra come un trattore?).

Ho visto venditori di codesta spazzatura vibrante e fumante vendere scatole di montaggio a 2 soldi e poi incolpare il cliente per il loro non funzionamento, farsi pagare per riassemblare il tutto che poi fumava e bruciava in egual maniera.

Ho visto commercianti vantarsi di vendere trasformatori di alimentazione con una induzione bassissima “perchè questo non fa passare i disturbi” per venire in contro al credo del popolo, quando invece con un’induzione molto bassa passa di tutto dalla rete ai secondari, ma quel che è peggio è che questi trasformatori hanno induzioni altissime, tanto alta da saturare i nuclei, far vibrare e surriscaldare il trasformatore e fargli assorbire un sacco di energia anche a vuoto. Gente che si vanta di intervallare i trasformatori di alimentazione come si fa con quelli di uscita ignorando che in questo modo favorisce appunto il miglior trasferimento dei disturbi dalla rete ai secondari!

Ne ho viste molte e voglio dirvi questo: i miei prezzi non sono i più bassi che troverete (ma nemmeno i più alti), ci sono siti che vendono cose apparentemente uguali alle mie a prezzi inferiori, ma io penso che convenga spendere di più e avere un prodotto di buona qualità al giusto prezzo che risparmiare comprando immondizia. La mia intenzione è fornire un prodotto della miglior qualità possibile!

Precisione nell’esecuzione

La mia filosofia è diversa, ad esempio capita talvolta che qualcuno mi chieda un trasformatore di alimentazione per realizzare lo schema “tal dei tali”, seguendo il trend della rete e dei forum di chiedere tutto sovradimensionato e che mi fornisca parametri che porterebbero alla costruzione di un trasformatore 3 o 4 volte più grosso del necessario, con maggiori ingombri, maggiore peso, maggiore costo (probabilmente perchè tanti venditori fanno roba sottodimensionata?)… Qualsiasi venditore se ne fregerebbe io invece se noto qualcosa che non mi torna vi chiedo conferma o vi invito a fornire dati meno grossolani per realizzare il vostro trasformatore, perchè un trasformatore da 1kW per alimentare una 845 è decisamente esagerato, quando con uno 150watt si fa tutto tranquillamente. Perchè se mi chiedete un trasformatore da i 1kW ve lo faccio da 1kW “abbondanto” VERo, quindi vi costa un botto e avrete l’impressione che sia io a essere caro, ma non è così! Mi avete chiesto un trasformatore grosso e ve lo faccio grosso per davvero! Un trasformatore di alimentazione deve semplicemente essere costruito col giusto criterio, non devono essere sovraccarichi, nè vibrare o surriscaldare, per eliminare eventuali disturbi sui secondari basta porre filtri sul primario o filtrare bene le alimentazioni.

I miei trasformatori d’uscita sono collaudati a banco in condizioni di funzionamento reali, i prototipi richiesti dai clienti vengono collaudati con strumenti che permettono di alimentare il trasformatore connesso a un circuito valvolare, una sorta di amplificatore universale che permette di testare il trasformatore in una situazione di effettivo carico. Altri venditori calcolano solo sulla carta o al massimo li testano sommariamente con il debole segnale del generatore di funzioni dichiarando poi bande passanti assolutamente irreali e spesso decine di volte superiori a quella reale. Io vi dico le cose come sono realmente anche a costo di dissacrare qualche leggenda urbana.

Trasformatori d’uscita Superiori

Come tutti dovrebbero sapere in un’amplificatore valvolare la parte più importante è il trasformatore di uscita, dalla sua qualità dipende totalmente il risultato finale, se un trasformatore è di bassa qualità non esiste valvola NOS o condensatore prestigioso che tenga. Ho passato anni a studiare e far prove per mettere a punto tecniche di avvolgimento che permettessero di ottenere trasformatori audio con bande passanti estremamente elevate VERE! Vere nel senso che assemblato un’amplificatore e se non sono stati fatti errori nel circuito, il trasformatore, e quindi l’amplificatore nel suo insieme avranno una banda passante elevatissima. Purtroppo molti credono erroneamente che un trasformatore d’uscita basta che faccia 20Hz/20khz per andare bene perchè l’udito umano ha questo range, ma si sbagliano di grosso! Un trasformatore audio che arriva solo a 20kHz (a volte sono anche meno di 20khz purtroppo) è quanto di peggio si possa montare su un’amplificatore! Un trasformatore d’uscita che arriva solo a 20kHz introdurrà rotazioni di fase e distorsioni considerevoli già a partire da 1/2khz, tutta la gamma udibile sarà piena di rotazioni di fase, disturbi e distorsioni e ve le ascolterete tutte!!!

Un buon trasformatore audio deve essere esteso, il più esteso possibile! 50/100khz o anche di più! Più la banda passante è elevata più le rotazioni di fase, le distorsioni e i disturbi sono fuori e lontani dalla gamma udibile!

Trasformatori estesi oltre la gamma udibile per avere le distorsioni fuori dalla gamma udibile!

Per approfondire l’argomento leggi questi 3 Articoli

Banda passante di un’amplificatore

Cos’è il fattore di smorzamento

Trasformatori a larga banda passante

Permettete quindi che io mi offenda se mi mandate una email di critica dicendo di aver usato trasformatori Geloso o altre cose simili (tipo quelli di nuova elettronica) e che secondo voi (e sottolineo: secondo voi) vanno bene, vi basti pensare che se avvolgessi un trasformatore audio e mi uscisse un risultato simile lo butterei direttamente nel ferro vecchio e non mi sognerei mai di propinarlo a qualcuno. Il mio metro di misura è completamente diverso, se usate un trasformatore pensato per far strillare l’arrotino, non importa quanto curato sia il circuito che ci avete fatto attorno, non avete idea di cosa ascoltate, non avete idea di quali siano i risultati che si possano ottenere con trasformatori seri. Quindi quando giudico qualcosa di cattiva qualità ho i miei motivi.

Le mie elettroniche

Come ho spiegato sopra partiamo dal prosupposto che la perfezione paventata dall’HiFi non esiste ma solo una sua approssimazione, manteniamo quindi l’etichetta “HiFi” per indicare un’amplificatore abbastanza fedele. Nel mio modo di concepire come deve essere realizzata un’elettronica ci sono 4 criteri che devono essere tenuti in considerazione:

  1. La buona progettazione, realizzo schemi elettrici di mia testa, non considero minimamente quanto circola su internet perchè il 90% delle sono frutto del lavoro di distorsoni e l’altro 10% sono schemi semplici per newbye e quindi schemi senza pretese.
  2. Le misurazioni strumentali devono assolutamente rispettare determinati canoni perchè è vero che nel passato la corsa “a quel che distorce meno ha prodotto pessimi amplificatori” ma non tutte le conoscenze che sono state acquisite in quell’epoca sono spazzatura. Io non concepisco l’amplificatore che deve distorcere il meno in assoluto e smorzare il più possibile, ma concepisco l’amplificatore che non deve essere nè troppo nè troppo poco. E la strumentale non conta come sè stessa ma come la ottengo, se è vero che serve avere almeno un minimo tasso di smorzamento è vero che se per ottenerlo uso troppo NFB poi l’amplificatore non suona bene.
  3. Il risultato uditivo è quel che conta, l’amplificatore deve suonare bene e piacere, tra apparecchi diversi ci può essere una variabilità di parametri, ho realizzato amplificatori più caldi altri più freddi, alcuni dolci e morbidi e altri taglienti e dal dettaglio supremo. Suoni diversi che vanno a coprire gusti diversi per persone diverse. Col tempo ho capito che le strumentali contano ma vanno prese col giusto criterio, mi servono per capire dove andare, mi impongo dei range minimi e massimi di determinati parametri per riuscire a star dentro a una finestra nella quale so di riuscire ad avere un risultato che piaccia al maggior numero di persone, so che c’è una distorsione residua e so che questa deve rispettare certi criteri per essere piacevole.
  4. L’uso dei componenti deve essere ponderato e razionale: è vero che un condensatore mundorf (per fare un’esempio) suona meglio di un volgare poliestere da pochi euro, ma è anche vero che se devo disaccoppiare la tensione di sollevamento di un filamento posso usare benissimo il condensatore da 1€, perchè metterci un mundorf da 50€ serve solo a buttare via soldi! Preferisco una valvola economica con un buon circuito progettato bene dove la valvola è sfruttata al suo meglio che dover usare una valvola impegnativa, diciamo una 300B, ma non avere budget a sufficienza per poterla sfruttare al suo meglio e dover mettere assieme un pessimo circuito solo per accontentare la persona che evidentemente non ha capito che non è la valvola da sola a “fare” ma tutto l’insieme.

Non produco apparecchi Entry Level !!!

Nel mio listino potete vedere diversi apparecchi, alcuni più costosi altri più economici… da 700€ fino oltre i 5000€… Non è un’indicazione che l’apparecchio da 700€ sia un entry level. Tutto quello che assemblo è curato in modo maniacale nel dettaglio, nella scelta dei componenti senza compromessi o con piccoli compromessi ma non pregiudicanti, e sono messi a punto per esprimere il meglio. La differenza di prezzo dipende solo ed unicamente dalla difficoltà costruttiva dell’apparecchio stesso, dal tempo necessario a realizzarlo e nel costo di tutti i materiali necessari a metterlo assieme. La cura posta nella sua realizzazione è la medesima per tutti, e se il risultato strumentale e sonoro che andassi ad ottenere non soddisfacesse i miei personali requisiti l’apparecchio sarebbe modificato fino al raggiungimento degli stessi. Non manco di auto critica, apparecchi che ho realizzato e che non mi soddisfacevano sono stati semplicemente demoliti e mai dati a nessuno. Nel tempo, dopo aver acquisito nuove esperienza e conoscenze non ho mancato di modificare e migliorare i miei stessi apparecchi, anche se questo sembra destare critiche da parte di qualche invasato religioso… un mio datore di lavoro di tanti anni fa diceva che certi clienti è meglio perderli che trovarli, niente di più vero, niente di meglio che scrivere per filo e per segno quello che penso che codesti personaggi mi stiano alla larga. Ho avuto a che fare con una persona che non concepivano che non facessi differenza tra entry level e gli apparecchi più costosi, cercando insistentemente di carpire da me che differenze sonora ci fosse tra un’apparecchio da 700€ e uno da 3000€… perchè quello più costoso DEVE andare meglio… nel resto del mondo funziona così (non sempre a dire il vero), ma io non mi sono mai conformato al mondo, io ragiono da solo in modo indipendente, alla fine ha sentenziato che io ero una persona poco seria… poi mi sono visto su facebook che era un sostenitore della terra piatta e ho rotolato dalle risate per 3 giorni.

Quindi tra i vari apparecchi che faccio ci sono piccole differenze di suono e di impostazione, possono piacere soggettivamente in base alla persona ma non esiste quello che va male perchè deve costare poco e quello che va bene perchè deve costare molto, non faccio compromessi di questo tipo… Magari l’apparecchio più economico ha solo un’ingresso, non può avere il telecomando, ma a livello di risultato sonoro non faccio tagli da nessuna parte.

Amplificatori MyFi ed esoterici
vediamo un’esempio sotto di un una coppia di monofonici costruiti da un “Guru avanzato”

La descrizione del circuito di questi apparecchi enormi è: Trasformatore sull’ingresso che pilota la griglia di una 10Y che attraverso un Trasformatore interstadio pilota una 211 caricata con un’induttanza anodica pilota un’altra 211 che a sua volta si accoppia con gli altoparlanti con un’altro Trasformatore d’uscita. Ci sono una coppia di 211 collegate a DIODO usate come RETTIFICATORI!!! e altri 50kili tra induttanze varie assortite sulle alimentazioni anodiche e dei filamenti. Palate e palate di condensatori e altri componenti costosi in ogni posto.

Questo genere di “ascoltatori” di cui ho già parlato ampiamente sarà pronto a giurare sulla sua vita che questi amplificatori sono il meglio assoluto, una cosa completamente diversa, HiFi vero, fedeli, riproducono il suono come l’evento reale, imparagonabili con il resto.

La realtà è un’altra e voglio fare chiarezza senza che nessuno si debba sentire offeso, chiunque legga questo testo deve assumere che già sopra ho spiegato che l’HiFi non esiste ma solo una sua approssimazione, ho detto chiaramente che negli stessi apparecchi che sono solito produrre vi è un certo tasso di distorsione residuo e che sono propenso a controllare questa distorsione per far si che sia come voglio io etc, allora questi amplificatori non sono HiFi e non sono fedeli, sono MyFi. Questi amplificatori hanno tassi di distorsione altissimi, rotazioni di fase impressionanti che variano dinamicamente durante la “storia” del brano che riproducono. Fattori di smorzamento molto bassi (ottimisticamente mai maggiori di 3) che lasciano il diffusore libero di andare dove gli pare. Questi amplificatori introducono tutta una serie di colorature e di altri artefatti che nella registrazione originale non sono presenti, talvolta producono effetti evanescenti o la sensazione che certi suoni o singole note di un certo strumento provengano da direzioni diverse ma tutto questo è lasciato al puro caso, i risultati che si ottengono da tali montaggi sono del tutto imprevedibili e spesso irripetibili al punto che in alcuni casi cambiato il primo set di valvole non si riesce a trovare mai più lo stesso suono. Spesso hanno problemi nella riproduzione delle frequenze basse a causa dei bassi fattori di smorzamento che obbligano ad accoppiarli con casse pensate per contenere lo spanciamento ma che comunque portano a riprodurre forme d’onda del tutto diverse da quelle incise sulla registrazione.

Non per ultimo c’è da considerare anche un certo effetto psicologico visivo e non solo quello sonoro che un’apparecchio del genere possa suscitare nella mente dell’utente con una preparazione tecnica nulla, oltre all’abbondanza di “roba” montata a vista.. c’è tanta roba, tanto peso… opinabile che possa servire davvero tutto o che lo stesso risultato non si possa avere anche con meno, ma chiunque dotato di un minimo di obbiettività capisce che usare una coppia di 211-VT4C ridotte a volgari DIODI rettificatori è uno speco totale sia di soldi sia di valvole che potevano essere usate meglio in un lavoro più dignitoso e che se proprio non vuoi i diodi al silicio si trovano palate di valvole rettificatrici di ogni genere e natura, a vuoto o a vapori di mercurio per pochi soldi che avrebbero fatto lo stesso lavoro altrettanto bene se non meglio.

Ma sono sicuro che qualcuno convinto che usare le 211 come diodi faccia suonare meglio in qualche modo, e io lo considero un’effetto psicologico bello e buono e se tu che leggi sei di questa idea evita di lasciare commenti o mandarmi email, sia che siano di critica sia che tu voglia farmi cambiare idea in merito. Che tu senta una differenza o che tu creda di sentire una differenza ci posso credere, che sia migliorativo no, che sia diverso si. Non credo che valga la pena buttare soldi a quel modo, la resistenza interna di uno stadio di alimentazione si può misurare e replicare anche con una resistenza senza sciupare valvole preziose solo per far distorcere in modo diverso un’apparecchio del genere. Una caratteristica di questi tipi di apparecchi è che seguendo i criteri costruttivi con cui vengono realizzati solitamente, si arriva a spendere cifre esorbitanti di materiali, mentre di solito gli schemi sono molto banali ed elementari.

Normalmente non produco apparecchi di questo genere perchè sono troppo soggettivi, fai un’amplificatore e piace a una persona su 100. E perchè spesso per farlo piacere a qualcuno devi anche essere molto bravo a raccontarlo io invece ho il “difetto” (è un difetto?! io non credo), di essere sincero e quando vedo un’amplificatore con una distorsione del 30% non riesco a dire “è fedelissimo”. Alcune persone dopo aver imparato che il loro apparecchio MyFi aveva tassi di distorsione molto elevati non sono più riusciti ad ascoltarli anche se a parte misurarli non avevo toccato nulla, a dimostrazione che la componente psicologica è molto alta, ad altri semplicemente piaceva così e contenti loro contenti tutti.

Io posso realizzare apparecchi di questo tipo volendo, la progettazione non è impegnativa, c’è solo tanto da spendere, ma ripeto sono cose fortemente soggettive e i risultati finali tremendamente influenzati dal caso, anche replicando uno schema già collaudato da altri il risultato potrebbe non essere quello voluto perchè non si sono usati gli stessi componenti per indisponibilità, oppure gli stessi componenti ma le cui caratteristiche variano da un lotto a un’altro o ancora perchè capite, postumo, che quello che vi veniva raccontato come “bellissimo” da tizio e caio a voi non piace e io di certo non voglio trovarmi problemi di un cliente che non vuole pagare un’apparecchio da 10.000€ perchè non gli piace il risultato o l’onere di investire il valore di un’appartamento per produrre decine di questi apparecchi nella speranza di trovargli un pò alla volta un padrone che li apprezza.

Oggetti esoterici e meno esoterici

Nel mondo dell’HiFi esistono tutta una serie di accessori, cavi cavetti in materiali più o meno preziosi, direzionali non direzionali, doppi, singoli, con dentro l’acqua, con dentro l’olio… Punte di ottone, grafite, legno vetro, diamanti a levitazione magnetica. Risuonatori, oscillatori, prese, stabilizzatori, trappole per le risonanze, tappeti, fono assorbenti etc etc. Alcuni utili altri inutili, alcuni economici altri costosissimi, cose che danno risultati oggettivi altri soggettivi altri ancora solo psicologici. Per tutto questo genere di oggetti lascio il divertimento a voi, comprateli altrove io non ho la possibilità di trattare una tale vastità di articoli.

Roba da guru

L’unico consiglio che vi do è di non farvi fregare, un cavetto ethernet o per le casse “direzionale” che costa 10.000€ al metro a mio modesto parere è una truffa e ancora una volta dico che se tu che leggi sei dell’idea che non lo sia evita di lasciarmi email o commenti di critica o per cercare di convincermi del contrario, sono troppo onesto per assecondarti e darti ragione e finiremo solo per litigare, ci sono persone più “qualificate” di me che sicuramente sapranno accontentare i tuoi desideri vendendoti la favola del preamplificatore che viaggia nel tempo…