Riparazione e Progettazione apparecchi Valvolari
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La mia Filosofia

Ho visto cose che voi umani non potete immaginare.

Diversi di questi esempi provengono da prodotti di marche note o pubblicizzate su riviste di HiFi.

Ho visto trasformatori di alimentazione vibrare come zanzaroni assorbendo quasi 300watt a vuoto senza nessun carico sui secondari, trasformatori di alimentazione con cadute di tensione assurde. Ho visto trasformatori audio sopra i quali dichiaravano bande passanti del tutto arbitrarie, senza specificata l’attenuazione, con potenze improbabili e che a banco mostravano bande passanti reali che non facevano invidia nemmeno al citofono del condominio. Trasformatori audio con ringing pazzeschi. Trasformatori audio con le passate di rame incomplete dentro. Trasformatori con dichiarati dati tirati a caso, assurdi, irreali o completamente impossibili.

Ho visto trasformatori SE per KT88 più piccoli della valvola! gente che vendeva trasformatori d’uscita per un pushpull di EL34 grandi quanto un’albicocca e clienti che non capivano come mai questo fumasse o suanesse così male, “avro’ sbagliato il circuito” si dicevano… Ho visto trasformatori interstadio costruiti su nuclei piccolissimi per risparmiare sul prezzo, avvolti con filo talmente sottile per inseguire la chimera dell’induttanza primaria esagerata che alla fine avevano una resistenza interna talmente alta da arrivare a fumare anche con i 15mA di una piccola valvola di segnale.

Ho visto trasformatori riavvolti con quello che si aveva a disposizione, serviva filo sottile e non lo avevano… va bhe, facciamolo con 1000 spire in meno “chissenefrega tanto va lo stesso”. Trasformatori di costosi apparecchi HiFi riavvolti alla buona rovinando quasi 1 centimetro di lamierini originali, sostituiti con del cartone perchè non trovavano i lamierini di quella misura, (come mai poi che vibra come un trattore?).

Ho visto venditori di codesta spazzatura vibrante e fumante vendere scatole di montaggio a 2 soldi e poi incolpare il cliente per il loro non funzionamento, farsi pagare per riassemblare il tutto che poi fumava e bruciava in egual maniera.

Ho visto commercianti vantarsi di vendere trasformatori di alimentazione con una induzione bassissima “perchè questo non fa passare i disturbi” per venire in contro al credo del popolo, quando invece con un’induzione molto bassa passa di tutto dalla rete ai secondari, ma quel che è peggio è che questi trasformatori hanno induzioni altissime, tanto alta da saturare i nuclei, far vibrare e surriscaldare il trasformatore e fargli assorbire un sacco di energia anche a vuoto. Gente che si vanta di intervallare i trasformatori di alimentazione come si fa con quelli di uscita ignorando che in questo modo favorisce appunto il miglior trasferimento dei disturbi dalla rete ai secondari!

La mia filosofia

Ne ho viste molte e voglio dirvi questo: i miei prezzi non sono i piu’ bassi che troverete, ci sono siti che vendono cose apparentemente uguali alle mie a prezzi inferiori, ma io penso che convenga spendere di più e avere un prodotto di buona qualità al giusto prezzo che risparmiare comprando immondizia. La mia intenzione è fornire un prodotto della miglior qualità possibile!

Precisione nell’esecuzione

La mia filosofia è diversa, ad esempio capita talvolta che qualcuno mi chieda un trasformatore di alimentazione per realizzare lo schema “tal dei tali”, seguendo il trend della rete e dei forum di chiedere tutto sovradimensionato e che mi fornisca parametri che porterebbero alla costruzione di un trasformatore 3 o 4 volte più grosso del necessario, con maggiori ingombri, maggiore peso, maggiore costo (probabilmente perchè tanti venditori fanno roba sottodimensionata?)… Qualsiasi venditore se ne fregerebbe io invece se noto qualcosa che non mi torna vi chiedo conferma o vi invito a fornire dati meno grossolani per realizzare il vostro trasformatore, perchè un trasformatore da 1kW per alimentare una 845 è decisamente esagerato, quando con uno 150watt si fa tutto tranquillamente. Perchè se mi chiedete un trasformatore da i 1kW ve lo faccio da 1kW “abbondanti” VERI, quindi vi costa un botto e avete l’impressione che sia io a essere caro, ma non è così! Mi avete chiesto un trasformatore grosso e ve lo faccio grosso per davvero! Un trasformatore di alimentazione deve semplicemente essere costruito col giusto criterio, non devono essere sovraccarichi, nè vibrare o surriscaldare, per eliminare eventuali disturbi sui secondari basta porre filtri sul primario o filtrare bene le alimentazioni.

I miei trasformatori d’uscita sono collaudati a banco in condizioni di funzionamento reali, i prototipi richiesti dai clienti vengono collaudati con strumenti che permettono di alimentare il trasformatore connesso a un circuito valvolare, una sorta di amplificatore universale che permette di testare il trasformatore in una situazione di effettivo carico. Altri venditori calcolano solo sulla carta o al massimo li testano sommariamente con il debole segnale del generatore di funzioni dichiarando poi bande passanti assolutamente irreali e spesso decine di volte superiori a quella reale. Io vi dico le cose come sono realmente anche a costo di dissacrare qualche leggenda urbana.

Trasformatori d’uscita Superiori

Come tutti dovrebbero sapere in un’amplificatore valvolare la parte più importante è il trasformatore di uscita, dalla sua qualità dipende totalmente il risultato finale, se un trasformatore è di bassa qualità non esiste valvola NOS o condensatore prestigioso che tenga. Ho passato anni a studiare e far prove per mettere a punto tecniche di avvolgimento che permettessero di ottenere trasformatori audio con bande passanti estremamente elevate VERE! Vere nel senso che assemblato un’amplificatore e se non sono stati fatti errori nel circuito, il trasformatore, e quindi l’amplificatore nel suo insieme avranno una banda passante elevatissima. Purtroppo molti credono erroneamente che un trasformatore d’uscita basta che faccia 20Hz/20khz per andare bene perchè l’udito umano ha questo range, ma si sbagliano di grosso! Un trasformatore audio che arriva solo a 20kHz (a volte sono anche meno di 20khz purtroppo) è quanto di peggio si possa montare su un’amplificatore! Un trasformatore d’uscita che arriva solo a 20kHz introdurrà rotazioni di fase e distorsioni considerevoli già a partire da 1/2khz, tutta la gamma udibile sarà piena di rotazioni di fase, disturbi e distorsioni e ve le ascolterete tutte!!!

Un buon trasformatore audio deve essere esteso, il più esteso possibile! 50/100khz o anche di più! Più la banda passante è elevata più le rotazioni di fase, le distorsioni e i disturbi sono fuori e lontani dalla gamma udibile!

Trasformatori estesi oltre la gamma udibile per avere le distorsioni fuori dalla gamma udibile!

Per approfondire l’argomento leggi questi 3 Articoli

Banda passante di un’amplificatore

Cos’è il fattore di smorzamento

Trasformatori a larga banda passante

Permettete quindi che io mi offenda se mi mandate una email di critica dicendo di aver usato trasformatori Geloso o altre cose simili (tipo quelli di nuova elettronica) e che secondo voi (e sottolineo: secondo voi) vanno bene, vi basti pensare che se avvolgessi un trasformatore audio e mi uscisse un risultato simile lo butterei direttamente nel ferro vecchio e non mi sognerei mai di propinarlo a qualcuno. Il mio metro di misura è completamente diverso, se usate un trasformatore pensato per far strillare l’arrotino, non importa quanto curato sia il circuito che ci avete fatto attorno, non avete idea di cosa ascoltate, non avete idea di quali siano i risultati che si possano ottenere con trasformatori seri. Quindi quando giudico qualcosa di cattiva qualità ho i miei motivi.

Il mio pensiero sugli amplificatori

Iniziamo subito specificando quale sia la teoria HiFi: Nella teoria un’amplificatore è HiFi quando le distorsioni introdotte nel segnale amplificato ed inviato alle casse ha distorsioni minime rispetto al segnale posto al suo ingresso proveniente dalla sorgente audio, tanto più basse sono le distorsioni tanto più l’amplificatore è HiFi, lo scopo è quello di riprodurre nella maniera più precisa possibile la registrazione e quindi riprodurre l’evento reale. Nella tecnica questa teoria ha portato a sviluppare (iniziando dagli anni 80 presumibilmente con l’avvento e la diffusione di massa di apparecchi a stato solido) amplificatori dove i progettisti erano in competizione tra di loro per realizzare apparecchi con tassi di distorsione sempre più bassi e con potenze e fattori di smorzamento sempre più alti, amplificatori fatti per accontentare lo strumento di misura ma che non tenevano in considerazione l’ascoltatore.

Nonostante la teoria non si riuscì a riprodurre un’evento reale, nelle registrazioni non ci sono informazioni a sufficienza, gli amplificatori stessi che danno risultati apparentemente perfetti agli strumenti, su carico fittizio, hanno poi comportamenti variabili quando sono interfacciati con diffusori, gli stessi diffusori non sono perfetti e ancora meno gli ambienti dove molto spesso gli utenti ascoltano la musica, tutto questo insieme di imperfezioni vanifica completamente lo scopo, l’HiFi di fatto non esiste ma solo una sua approssimazione più o meno fedele rispetto la registrazione iniziale e molto influenzata dai gusti soggettivi delle persone.

La pura tecnica produsse (e produce ancora) amplificatori, solitamente a stato solido, che a tantissime persone non piacciono, spesso troppo aggressivi, affaticanti, violenti e su apparecchi a basso costo talvolta anche dal suono scadente, sferragliante e fastidioso. Ovviamente ci sono anche buoni amplificatori a stato solido ma appunto suonano come amplificatori a stato solido.

Le mie elettroniche

Partiamo dal prosupposto che la perfezione paventata dall’HiFi non esiste ma solo una sua approssimazione, manteniamo quindi l’etichetta “HiFi” per indicare un’amplificatore abbastanza fedele. Nel mio modo di concepire come deve essere realizzata un’elettronica ci sono 4 criteri che devono essere tenuti in considerazione:

  1. La buona progettazione, realizzo schemi elettrici di mia testa, non considero minimamente quanto circola su internet perchè metà delle volte è frutto di newbye e l’altra metà sono schemi semplici per newbye e quindi schemi senza pretese.
  2. Le misurazioni strumentali devono assolutamente rispettare determinati canoni perchè è vero che nel passato la corsa “a quel che distorce meno ha prodotto pessimi amplificatori” ma non tutte le conoscenze che sono state acquisite in quell’epoca sono spazzatura. Io non concepisco l’amplificatore che deve distorcere il meno in assoluto e smorzare il più possibile, ma concepisco l’amplificatore che non deve essere nè troppo nè troppo poco. E la strumentale non conta come sè stessa ma come la ottengo, se è vero che serve avere almeno un minimo tasso di smorzamento è vero che se per ottenerlo uso troppo NFB poi l’amplificatore non suona bene.
  3. Il risultato uditivo è quel che conta, l’amplificatore deve suonare bene e piacere, tra apparecchi diversi ci può essere una variabilità di parametri, ho realizzato amplificatori più caldi altri più freddi, alcuni dolci e morbidi e altri taglienti e dal dettaglio supremo. Suoni diversi che vanno a coprire gusti diversi per persone diverse. Col tempo ho capito che le strumentali contano ma vanno prese col giusto criterio, mi servono per capire dove andare, mi impongo dei range minimi e massimi di determinati parametri per riuscire a star dentro a una finestra nella quale so di riuscire ad avere un risultato che piaccia al maggior numero di persone, so che c’è una distorsione residua e so che questa deve rispettare certi criteri per essere piacevole.
  4. L’uso dei componenti deve essere ponderato e razionale: è vero che un condensatore mundorf (per fare un’esempio) suona meglio di un volgare poliestere da pochi euro, ma è anche vero che se devo disaccoppiare la tensione di sollevamento di un filamento posso usare benissimo il condensatore da 1€, perchè metterci un mundorf da 50€ serve solo a buttare via soldi. Preferisco una valvola economica con un buon circuito progettato bene dove la valvola è sfruttata al suo meglio che dover usare una valvola impegnativa, diciamo una 300B, ma non avere budget a sufficienza per poterla sfruttare al suo meglio e dover mettere assieme un pessimo circuito solo per accontentare la persona che evidentemente non ha capito che non è la valvola da sola a “fare” ma tutto l’insieme.

Amplificatori MyFi

Esiste un’altra categoria di apparecchi e un’altra categoria di ascoltatori, presuppongo una minoranza in quanto ne ho incontrati pochi. Per capire meglio di cosa si tratta vi mostro la foto di un’amplificatore MyFi:

La descrizione del circuito di questi apparecchi enormi è: Trasformatore sull’ingresso che pilota la griglia di una 10Y che attraverso un Trasformatore interstadio pilota una 211 caricata con un’induttanza anodica pilota un’altra 211 che a sua volta si accoppia con gli altoparlanti con un’altro Trasformatore d’uscita. Ci sono una coppia di 211 collegate a DIODO usate come RETTIFICATORI!!! e altri 50kili tra induttanze varie assortite sulle alimentazioni anodiche e dei filamenti. Palate e palate di condensatori e altri componenti costosi in ogni posto.

Questo genere di “ascoltatori” sarà pronto a giurare sulla sua vita che questi amplificatori sono il meglio assoluto, una cosa completamente diversa, HiFi vero, fedeli, riproducono il suono come l’evento reale, imparagonabili con il resto.

La realtà è un’altra e voglio fare chiarezza senza che nessuno si debba sentire offeso, chiunque legga questo testo deve assumere che già sopra ho spiegato che l’HiFi non esiste ma solo una sua approssimazione, ho detto chiaramente che negli stessi apparecchi che sono solito produrre vi è un certo tasso di distorsione residuo e che sono propenso a controllare questa distorsione per far si che sia come voglio io etc, allora questi amplificatori non sono HiFi e non sono fedeli. Questi amplificatori hanno tassi di distorsione altissimi, rotazioni di fase impressionanti che variano dinamicamente durante la “storia” del brano che riproducono. Fattori di smorzamento molto bassi (ottimisticamente mai maggiori di 3) che lasciano il diffusore libero di andare dove gli pare. Questi amplificatori introducono tutta una serie di colorature e di altri artefatti che nella registrazione originale non sono presenti, talvolta producono effetti evanescenti o la sensazione che certi suoni o singole note di un certo strumento provengano da direzioni diverse ma tutto questo è lasciato al puro caso, i risultati che si ottengono da tali montaggi sono del tutto imprevedibili e spesso irripetibili al punto che in alcuni casi cambiato il primo set di valvole non si riesce a trovare mai più lo stesso suono. Spesso hanno problemi nella riproduzione delle frequenze basse a causa dei bassi fattori di smorzamento che obbligano ad accoppiarli con casse pensate per contenere lo spanciamento ma che comunque portano a riprodurre forme d’onda del tutto diverse da quelle incise sulla registrazione.

Non per ultimo c’è da considerare anche un certo effetto psicologico visivo e non solo quello sonoro che un’apparecchio del genere possa suscitare nella mente dell’utente con una preparazione tecnica nulla, oltre all’abbondanza di “roba” montata a vista.. c’è tanta roba, tanto peso… opinabile che possa servire davvero tutto o che lo stesso risultato si possa avere anche con meno, ma chiunque dotato di un minimo di obbiettività capisce che usare una coppia di 211-VT4C ridotte a volgari DIODI rettificatori è uno speco totale sia di soldi sia di valvole che potevano essere usate meglio in un lavoro più dignitoso e che se proprio non vuoi i diodi al silicio si trovano palate di valvole rettificatrici di ogni genere e natura, a vuoto o a vapori di mercurio per pochi soldi che avrebbero fatto lo stesso lavoro altrettanto bene se non meglio. Ma sono sicuro che qualcuno convinto che usare le 211 come diodi faccia suonare meglio in qualche modo, e io lo considero un’effetto psicologico bello e buono e se tu che leggi sei di questa idea evita di lasciare commenti o mandarmi email, sia che siano di critica sia che tu voglia farmi cambiare idea in merito. Che tu senta una differenza o che tu creda di sentire una differenza ci posso credere, che sia migliorativo no, che sia diverso si. Non credo che valga la pena buttare soldi a quel modo, la resistenza interna di uno stadio di alimentazione si può misurare e replicare anche con una resistenza senza sciupare valvole preziose solo per far distorcere in modo diverso un’apparecchio del genere.

Una caratteristica di questi tipi di apparecchi è che seguendo i criteri costruttivi con cui vengono realizzati solitamente, si arriva a spendere cifre esorbitanti di materiali, mentre di solito gli schemi sono molto banali ed elementari.

Normalmente non produco apparecchi di questo genere perchè sono troppo soggettivi, fai un’amplificatore e piace a una persona su 50 e quello che piace agli altri non piace a questa etc. E perchè spesso per farlo piacere a qualcuno devi anche essere molto bravo a raccontarlo io invece ho il “difetto” (è un difetto?! io non credo), di essere sincero e quando vedo un’amplificatore con una distorsione del 30% non riesco a dire “è fedelissimo”. Alcune persone dopo aver imparato che il loro apparecchio MyFi aveva tassi di distorsione molto elevati non sono più riusciti ad ascoltarli anche se a parte misurarli non avevo toccato nulla, a dimostrazione che la componente psicologica è molto alta, ad altri semplicemente piaceva così e contenti loro contenti tutti.

Io posso realizzare apparecchi di questo tipo volendo, la progettazione non è impegnativa, c’è solo tanto da spendere, ma ripeto sono cose fortemente soggettive e i risultati finali tremendamente influenzati dal caso, anche replicando uno schema già collaudato da altri il risultato potrebbe non essere quello voluto perchè non si sono usati gli stessi componenti per indisponibilità, oppure gli stessi componenti ma le cui caratteristiche variano da un lotto a un’altro o ancora perchè capite, postumo, che quello che vi veniva raccontato come “bellissimo” da tizio e caio a voi non piace e io di certo non voglio trovarmi problemi di un cliente che non vuole pagare un’apparecchio da 10.000€ perchè non gli piace il risultato o l’onere di investire il valore di un’appartamento per produrre decine di questi apparecchi nella speranza di trovargli un pò alla volta un padrone che li apprezza.

Oggetti esoterici e meno esoterici

Nel mondo dell’HiFi esistono tutta una serie di accessori, cavi cavetti in materiali più o meno preziosi, direzionali non direzionali, doppi, singoli, con dentro l’acqua, con dentro l’olio… Punte di ottone, grafite, legno vetro, diamanti a levitazione magnetica. Risuonatori, oscillatori, prese, stabilizzatori, trappole per le risonanze, tappeti, fono assorbenti etc etc. Alcuni utili altri inutili, alcuni economici altri costosissimi, cose che danno risultati oggettivi altri soggettivi altri ancora solo psicologici. Per tutto questo genere di oggetti lascio il divertimento a voi, comprateli altrove io non ho la possibilità di trattare una tale vastità di articoli.


L’unico consiglio che vi do è di non farvi fregare, un cavetto ethernet o per le casse “direzionale” che costa 10.000€ al metro a mio modesto parere è una truffa e ancora una volta dico che se tu che leggi sei dell’idea che non lo sia evita di lasciarmi email o commenti di critica o per cercare di convincermi del contrario, sono troppo onesto per assecondarti e darti ragione e finiremo solo per litigare, ci sono persone più “qualificate” di me che sicuramente sapranno accontentare i tuoi desideri…