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Phonola 5519 – Restauro

Questa radio mi e’ arrivata dopo qualche anno di sonno, in precedenza era stata messa in mano a uno di quei “tecnici” che si fanno pagare poco, di quelli che dicono “sisi 50 euro te la sistemo”.

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Il lavoro eseguito in precedenza non valeva nemmeno i 50 euro spesi, sono stati sostituiti 2 condensatori con saldature fatte malissimo e null’altro, la radio aveva funzionato malamente (ricezione debole e fortemente distorta) per alcune settimane dopo di che e’ morta nuovamente.

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Ho quindi provveduto ad eseguire una riparazione seria del circuito e finalmente ha preso a funzionare veramente, aggiungo che ho trovato la finale audio UL41 completamente cotta ed esaurita per colpa del precedente riparatore che non s’e’ curato di niente, la sua polarizzazione era totalmente sballata. Se la radio fosse stata consegnata subito a me non sarebbe stato necessario sostituire questa valvola.

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Il mobile e’ stato restaurato e il suo telaio riparato rimontato al suo interno.

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Eccola in funzione:

Conversione FM

A distanza di un pò di tempo si è voluto applicare la conversione FM alla radio vista la penuria di trasmissioni in OM e OC, la radio è stata dotata di un piccolo interruttore sul posteriore del telaio che rende possibile commutare dal modo FM a quello nativo, quindi senza perdere la funzionalità originarie del ricevitore.

Eccola in funzione nella ricezione FM

3 risposte a Phonola 5519 – Restauro

  • UL = filamenti in serie e 220 sul telaio. Chissà perchè in passato autorizzavano certe cose . Pensa se oggi facessero il carichino del telefono dalla rete a autotrasformatore.
    Ogni giorno una sedia elettrica nuova….ha ha ha

  • Non e’ per i filamenti serie che c’e’ l’autotrasfo e nemmeno e’ l’unica, quelle piu’ vecchie tipo anni 40 e precedenti avevano tutte il trasformatore isolato ma erano radio da singori, queste dovevano costare poco, all’epoca una di queste radio costava quasi come una mensilita’ di un lavoratore. Cmq non esagerare, lasciate chiuse nel loro mobile non e’ che fossero piu’ pericolose di tante TV anni 90 col circuito sotto rete, l’importante e’ non aprirlle e metterci le mani dentro… quanto ai caricatori dei cellulari poi oggi affidano la loro sicurezza a l’isolamento di 1 condensatore, ci sono casi di gente morta prendendo in mano il cellulare in carica.

  • quello capita per i condensatori sul T di filtro,sapessi quanti ne ho trovati in perdita. Difatti essendo gli switching a rischio (e per fortuna multitensione) dove c’è vero pericolo vai di 110 isolata .
    Confermo i tv ,praticamente prima dell’arrivo della scart erano tutti ciofeconi nel quale il trasfo di riga faceva tutte le tensioni e c’era la 220 raddrizzata per il telaio. I grundig a tiristori poi erano il massimo,c’erano picchi da mezzo Kv in giro per il telaio.
    Quelle difficili da trovare sono le spine a lamelle per le conversioni a 110 . Difatti la piccola mignonette fono che sonorizza il mio garage dal 90 ha dentro il ciambellone e va a 110 v pur essendo alimentata a 220 . Ma almeno è isolata. Quante notti mi ha tenuto compagnia quando aggiusto la moto. 45 anni cambiando 5 condensatori ed ha ancora le valvole originali… proprio come certe cineserie

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