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Ricostruzione / Modding amplificatore DEFURSAC TS35 – Da EL34 a 6L6GC

Questo amplificatore e’ arrivato guasto, presentava uno zoccolo octal in ceramica spaccato in 2, parecchie piccole resistenze carbonizzate, grossi segni di bruciatura su i 2 stampati di alimentazione, una EF86 e una ECC81 erano saltate completamente, un paio di elettrolitici erano in perdita, oltre questo durante il trasporto i piedini di una delle 4 EL34 sono stati rotti complice di un’imballaggio non ottimale.

Su internet non era reperibile uno schema completo dell’apparecchio ma solo uno schema parziale tirato giu’ a mano da un’utente di un forum francese, amplificatore che di suo conteneva parecchie lacune progettuali tra cui lo sfasatore fatto funzionare ad una corrente troppo bassa e in una zona poco lineare della ECC81, la EF86 di ingresso anch’essa fatta lavorare ad una tensione troppo bassa e in una zona non lineare e poi tantissima controreazione globale. La sezione di alimentazione si limitava a 2 grossi elettrolitici (IN SERIE TRA LORO!!!) dopo il raddrizzatore con una resistenza verso lo stadio finale che non era bypassato (come ammazzare la dinamica). L’utente del forum francese lamentava un suono molto duro e ruvido, poca dinamica e nessuna tridimensionalita’, cioe’ la sensazione era che tutti gli strumenti fossero spiaccicati alla parete. Questi pareri non mi hanno meravigliato per niente, a partire dalle EL34 che secondo me non sono valvole adatte all’HiFi ma piuttosto all’uso negli ampli da chitarra elettrica (mio parere opinabile), continuando per la sezione di alimentazione poco curata (anzi messa li quasi fosse una cosa che avrebbero preferito non progettare) e alla caterva di NFB presente nel circuito.

Visti poi i grossi danni che presentava l’amplificatore che praticamente andava ricostruito in un buon 70% ho deciso di buttare giu’ uno schema sulla falsa traccia di quello originale pero’ curando molto di piu’ particolari come lo stadio di alimentazione, le corrette polarizzazione delle valvole di ingresso e sfasatore, eliminare l’NFB globale per inserire un NFB locale e usare 6L6GC al posto delle EL34.

Oltre all’uso delle 6L6GC al posto delle EL34 ho usato anche delle EF80 connesse a triodo al posto delle EF86 a pentodo della versione originale per diversi motivi, uno di questi e’ che le EF86 NOS sono difficili da trovare e molto costose e tra una EF80 NOS e una EF86 cinese preferisco sicuramente la prima, poi il guadagno dello stadio con la EF80 a triodo era quello corretto, visto l’eliminazione dall’NFB globale la EF86 a pentodo guadagnava troppo a triodo troppo poco, in fine la EF80 assieme alla sua evoluzione EF184, connessa a triodo ha una linearita’ pazzesca.

Dopo un po’ di ascolti e di prove ho sostituito le EF80 phonola che avevo montato inizialmente con delle 6P6 Magnadyne, forse perche’ meno microfoniche il cambio ha portato ad un’ulteriore miglioramento della gamma vocale e della gamma acuta in genere, sul cantato si e’ passati da “S” taglienti a “S” belle setose e tutti gli strumenti acuti tipo campanellini, piatti etc. sono di ascolto piacevole.

La potenza misurata su carico resistivo e’ di 25watt RMS per canale su 8ohm, e si approssima ai 30watt su 4ohm, io credo (prendete con le pinze quanto dico) che questa piccola discrepanza sia attribuibile a un piccolo difetto del rapporto di trasformazione sui trasformatori di uscita del defursac che dovrebbero essere dei 6600ohm AA sul primario, il rapporto di trasformazione misurato su 4 ohm appare corretto, mentre la presa a 8 ohm in realta’ e’ quasi 9ohm, collegando un carico di 8ohm su questa presa la riflessione del carico porta l’impedenza primaria a circa 6000ohm AA e questa dovrebbe essere la causa dei 5watt in meno.

Comunque 25watt per uso domestico sono anche troppi 🙂

Una risposta a Ricostruzione / Modding amplificatore DEFURSAC TS35 – Da EL34 a 6L6GC

  • Che ora si tratti di um amplificatore non convenzionale lo si capisce guardando come e’ stato fatto dentro. Lascio comunque le caratteristiche tecniche a chi e’ piu’ competente e passo alle mie impressioni di ascolto: la timbrica degli strumenti e’ molto naturale, sopratutto in gamma alta. Di ottimo livello anche la ricostruzione della scena sonora, la musica si sente ora in tutta la sua profondita, e non sembra proprio di essere davanti ad una parete.
    Per quanto riguarda la fatica d’ascolto, pur avendolo ascoltato per un intero pomeriggio non provo nessun fastidio, questo dovrebbe essere quindi un segno che indica una bassa distorsione dell’apparecchio, o quanto meno che si tratta di un tipo di distorsione che non risulta fastidiosa all’orecchio.
    Bravo Gizmo!
    Altri componenti dell’impianto:
    -cd Audio Analugue “Primo”
    – convertitore D/A CIaudio VDA1
    – pre Croft “Supermicro”
    – diffusori Sonus Faber “Parva”
    – cavi di potenza: Audioquest “High definition”
    Software:
    – Brad Mehldau – Trio Live (Elektra Nonesuch 2008)
    – Gary Burton – Times like this (GRP 1988)
    – Stefano Bollani – Piano solo (ECM 2006)
    – Tiziana Ghiglioni – Sonb (Splas(h) 1992)

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