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Testare la microfonia delle valvole – Tester per Microfonia

Ogni tanto ci si imbatte in qualche valvola microfonica che tira brutti scherzi, altre volte la microfonia delle valvole passa inosservata e non ci si rende conto che magari una selezione piu’ accurata delle valvole montate potrebbe portare a risultati migliori in termini sonori. Ma come si fa a sapere se una valvola e’ piu’ o meno microfonica? La prova ad orecchio, picchiettando sulla valvola montata nell’amplificatore e’ una cosa molto empirica.

Ho deciso quindi di costruirmi uno strumentino molto semplice ma efficace da collegare all’oscilloscopio per avere una misura precisa del difetto delle valvole che intendo usare o selezionare.

Vi chiederete subito cosa centra questo vecchio e glorioso 3310, con un tester per valvole?! L’ho smontato completamente, a me interessa il motorino della vibrazione…

Solo che e’ minuscolo e non c’e’ modo di fissarlo altrove… oppure…

Prendo il dremel e…

Bhe non c’e’ bisogno di spiegazione no? 🙂 Ora inizia la costruzione vera e propria del tester!

Completato, eccolo all’opera, per l’alimentazione anodica e quella del filamento ho usato alimentazioni esterne, sotto un video demo con una valvolaccia da TV consumata ed estremamente microfonica, faccio vedere l’effetto all’oscilloscopio sia del picchiettare sul vetro con un bastoncino di legno che attivando la vibrazione.

Questo e’ l’esempio del circuito quando nel tester e’ inserito un doppio triodo qualsiasi (clicca per ingrandire):

Il primo deviatore serve per selezionare quale sezione della valvola ispezionare, il secondo deviatore serve per selezionare l’uscita verso l’oscilloscopio o quella verso il piccolo trasformatore di uscita (recuperato da una radiolina). Le boccole per l’anodo sono 3, una da sola e una coppia cortocircuitate tra loro. Le boccole anodiche cortocircuitate servono per testare i pentodi che in questo caso si vedono connessi come triodo (anodo e G2 assieme), in questo modo e’ possibile testare non solo doppi triodi ma anche triodi/pentodi oltre che a triodi e pentodi singoli. Il potenziometro catodico serve per regolare grossolanamente il bias  della valvola sotto test, io osservo la corrente assorbita dalla valvola direttamente dal milli-amperometro dell’alimentatore anodico da banco, per questo test non e’ comunque necessario far scorrere molta corrente nella valvola, anzi visto il cablaggio e i cavi esterni certe valvole potrebbero iniziare ad auto-oscillare se vi fate scorrere molta corrente, quando passano 1 o 2mA e’ piu’ che sufficiente per avere un lettura ottimale.

L’idea di base e’ quella di sfruttare principalmente l’azione del vibratore che produce un disturbo meccanico abbastanza costante e l’oscilloscopio per visualizzare l’ampiezza del segnale che esce dall’anodo della valvola sotto test, con piu’ il segnale e’ ampio con piu’ si puo’ considerare microfonica la valvola, non avendo termini di paragone ed essendo tutte le valvole piu’ o meno microfoniche sara’ necessario “battezzare” di volta in volta degli esemplari considerati “buoni” e prendere l’ampiezza del segnale misurato come punto di riferimento per tutte le valvole dello stesso tipo misurate successivamente. L’uso della presa audio invece puo’ essere utile per saggiare il tipo di microfonicita’, alcune valvole al picchietto (e a parita’ di ampiezza visualizzata sull’oscilloscopio) hanno un suono piu’ sordo che si smorza subito (ottime) altre fanno sentire un tintinnio metallico che a volte dura anche 1 o 2 secondi (molto meno buone).

L’uscita audio e’ piuttosto debole per poter pilotare direttamente delle cuffie e andrebbe amplificata, ho preferito la soluzione del piccolo TU perche’ la bassa impedenza del secondario rende l’uscita silenziosa e quindi ottima per pilotare un’operazionale ad alto guadagno, mentre l’uscita anodica diretta potrebbe presentare maggiori disturbi all’ascolto.

3 risposte a Testare la microfonia delle valvole – Tester per Microfonia

  • Geniale!
    Però, secondo me, è valido per misurare la microfonicità solo con le vibrazioni meccaniche, cioè quelle che, al lato pratico, durante l’ascolto della musica si propagano dal pavimento, dal mobile o dal supporto verso l’apparecchio valvolare.
    Se l’apparecchio e bene isolato (pedini conici, lastre di marmo, ripiani in materiali inerti, tappeti sul pavimento, ecc….) ciò che influenza la valvola è l’onda sonora che arriva dagli altoparlanti e fa vibrare direttamente il vetro del tubo.
    La mia non è una critica alla tua realizzazione, perchè probabilmente queste vibrazioni sono assimilabili a quelle che produce il tuo apparecchio, era solo per evidenziare una ulteriore possibilità di interferenza fra valvola e onde sonore.
    Non sono esperto in fisica, comunque per quanto riguarda il mio impianto stereo ho lavorato parecchio per isolare i singoli componenti dalle vibrazioni meccaniche che arrivano dal pavimento, ma se si alza il volume di parecchio le valvole vibrano in forza delle onde sonore dirette.

  • che le vibrazione arrivino attraverso l’aria o attraverso il mobile poco importa perche’ alla fine a vibrare sono sempre e cmq gli elettrodi interni della valvola e questo causa la microfonicita’ che infatti e’ dovuta al “gioco” dei vari elettrodi interni che vibrando causano cambiamenti nel flusso di elettroni, un tester siffatto mette la valvola di fronte a uno stress meccanico molto piu’ ampio rispetto quello che riceve durante un’uso normale e per questo si potrebbe dire che cio’ che risulta buono su questo tester sicuramente e’ ottimo anche su un’amplificatore, poi che ci vogliano gommini o anelline di gomma ok quello sempre perche’ cmq anche la migliore valvole rimane sempre e comunque microfonica, anche se poco. Per un riparatore come me e’ cmq uno strumento molto utile anche per scremare le valvole palesemente difettose come quella che appare nel video che con la vibrazione generava un segnale che riempiva tutta l’altezza dello schermo dell’oscilloscopio mentre bene o male tutte le altre valvole della stessa razza generavano un segnale alto circa solo 1 quadretto 🙂

  • Molto interessante …e utile. Complimenti.

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