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Upgrade kit Nuova Elettronica LX1320 / LX1321

Articolo correlato: cliccando qui, potete leggere l’articolo con le misure strumentali che dimostrano come funzionano questi apparecchi nella loro originalita’.

Per chi si domandasse perche’ ho voluto fare questa modifica e perche’ non ho fatto un’amplificatore completamente nuovo invece di andare a criticare Nuova Elettronica: Perche’ me l’hanno chiesto! Mi hanno chiesto insistentemente di modificare l’apparecchio che trovate fotografato in questo articolo e perche’ c’e’ gente che continua a chiedere come modificarlo, siccome non e’ cambiando 2 resistenze e aggiungendo un condensatore dopo aver tagliato il segnale di negative feedback che lo si fa andare bene. Quindi Troll mettetevi l’anima in pace, in questo articolo non sparo a zero su nuova elettronica, ma dico la semplice e pure realta’ riguardante questi valvolari, e’ tutto spiegato e documentato.

Riporto in calce il commento del proprietario dell’esemplare da me realizzato per questo articolo, commento che potete leggere in originale in fondo a questa pagina.

“Sono Il proprietario dell’ampli in oggetto, anzi ora posso dire il FELICE proprietario. Dopo alcune vicessitudini dovute al corriere, ho finalmente a casa il mio “nuovo AMPLI”, perchè alla fine di questo si tratta. In effetti del circuito e della timbrica originale, che fino a prima di portarlo da Stefano pensavo suonasse bene resta ben poco. L’ampli suona in maniera eccelsa, direi quasi inaspetatta, Inizio a da accenderlo e far scaldare i filamenti, l’ampli resta silenzioso e non si avvertono ronzii ne vibrazioni di sorta da parte dei trasformatori. Metto su dei CD da me ben conosciuti ed inizio a scoprire un mondo nuovo, Suoni e dettagli che non avevo mai notato, Autosuggestione ? No si è accorta pure mia moglie che di solito passa e snobba, invece si è seduta sul divano ed è rimasta ad ascoltare. Posso inoltre confermare la banda passante e le forme d’onda dichiarate, in quanto sono state fatte le misure e le rilevazioni davanti a me. Insomma tirando le somme, i trasformatori di Stefano Bianchini, e la sua passione mi hanno regalato un nuovo Ampli. Complimenti ancora Stefano”

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Sei interessato al set di trasformatori e induttanze per realizzare questo progetto? (l’immagine e’ puramente indicativa)

Il costo del SET Completo e’ di 530,00 euro compresi di spedizione.
I soli 2 trasformatori d’uscita (sconsigliato), 366,00 euro compresi di spedizione.

Attenzione: Le modifiche di seguito riportate in questo articolo PREVEDONO l’utilizzo di trasformatori SB-LAB, attorno a queste il progetto di upgrade e’ stato sviluppato e collaudato. Se eseguite queste modifiche in maniera errata o non utilizzate trasformatori SB-LAB il risultato e’ ignoto e SB-LAB non si assume nessuna responsabilita’ per amplificatori che entrano in auto-oscillazione o si bruciano. Non possono essere utilizzati in nessun modo i trasformatori originali di nuova elettronica. Essendo un circuito a larga banda passante ed essendo gli stessi trasformatori a larga banda passante garantiscono si una resa sonora assolutamente HiEnd, ma il cablaggio richiede grande cura e verifiche onde evitare problemi, le masse sul telaio devono essere pulite e fornire contatto perfetto, deve essere rispettata la polarita’ di fase dei trasformatori per non innescare oscillazione attraverso la rete di NFB, il cablaggio dell’ingresso pulito, senza loop di massa e con cavo schermato di buona qualita’, puo’ essere utile accendere gli apparecchi gradualmente con il variac. Se avete acquistato i trasformatori per l’upgrade, in caso di problemi o dubbi rivolgetevi a SB-LAB che puo’ fornirvi l’assistenza per risolverli. La prova video del reale funzionamento dell’amplificatore dopo le modifiche suggerite si trova a fondo pagina.

Correvano gli anni 90 quando la rivista “Nuova Elettronica” immetteva sul mercato una serie di amplificatori valvolari in scatola di montaggio. Questo KIT si e’ diffuso a macchia d’olio in Italia ed e’ diventato decisamente ricercato e sopravvalutato, ho gia’ parlato abbondantemente di questo KIT in questa pagina, dove presento una serie di prove tecniche e strumentali a dimostrazione delle pessime qualita’ di questi amplificatori, che al 50% sono imputabili ai pessimi trasformatori in dotazione, e il restante 50% alla circuitazione a dir poco pessima.

Purtroppo pero’ molte persone non si danno per vinte e vogliono cercare di migliorare detto KIT a tutti i costi, mi richiedono informazioni su come fare, e set di trasformatori di ricambio. Quando mi sono accorto della presenza di alcuni siti che riportano improbabili modifiche e che certe persone mi compravano set di trasformatori per mettere in atto questi pastrocchi sono stato preso per l’amore del mio lavoro e non volevo che qualcuno bollasse i miei trasformatori per scarsi il giorno che li avesse sentiti montati su questi amplificatori. In questo articolo quindi presentero’ un’intero progetto di upgrade del KIT LX1320 / LX1321 in modo anche da far capire a voi lettori quanto siano “distanti” quei siti che vi fanno credere che si raggiunge il paradiso montando 4 valvole fighette, aggiungendo un condensatore sotto un catodo e tagliando la linea di NFB…

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Iniziamo ad esaminare lo schema originale di nuova elettronica che riporto qui sotto (clicca per ingrandire).

Schema LX1320-LX1321

Partiamo da LX 1320, la scheda di ingresso: la sezione pickup (ossia il phono) attorno a una ECC83… l’unico commento che mi viene e’ inclassificabile.

Passiamo agli ingressi (CD/TUNER/AUX,etc) troviamo subito un “bel” attenuatore ad L formato dalle coppie R2/3, R4/5 etc… Perche’? Perche’ la sezione di pre formata da V2 guadagnava troppo, ammazziamo la dinamica e aumentiamo il rapporto S/N. Andiamo avanti… tralasciando il controllo balance e l’ulteriore attenuazione introdotta da R33 in serie al potenziometro del volume e arriviamo alla scheda LX 1321: L’induttanza doppia condivisa tra i canali e’ una gran cavolata! e pensate che qualcuno ma anche chiesto se gli realizzavo una copia! Poi vedere la griglia di una valvola ancorata al cursore di un potenziometro mi fa ribrezzo, visto la scarsa qualita’ dei componenti usati bastava che il cursore non facesse contatto in qualche punto della sua corsa per lasciare detta griglia flottante, poca roba ma vista la montagna di roba inutile che c’e’ su questo circuito una resistenza da 1M non ce la potevano mettere? Troviamo poi uno snubber sulla placca del primo triodo formato da R39 e C20: inserire capacita’ all’interno di un’anello di NFB e’ il modo migliore per introdurre rotazioni di fase, ma il tasso di NFB di questo apparecchio e’ talmente elevato che senza probabilmente avrebbe oscillato di brutto. La seconda sezione di V3 e’ un’orrido sfasatore catodina accoppiato AC e con pure una polarizzazione elettrostatica della griglia degna solo in un’amplificatore di chitarra dove si ricerca distorsione. Mi spiego meglio, lo sfasatore catodina con accoppiamento AC comunemente dovrebbe essere fatto cosi’:

catodina_demo_ok

Mentre quello di nuova elettronica e’ fatto cosi’:

catodina_nuovaelettronica_schifo

Chi un minimo di elettronica valvolare ne capisce di primo impatto e’ portato a pensare che lo sfasatore di NE non possa funzionare in quanto la griglia della valvola e’ riferita praticamente al suo stesso catodo e quindi sia in condizione di saturazione, in realta’ non considera che R4 e’ una resistenza da 1M (anche se sarebbe meglio fosse anche da 10M). E’ una vecchio trucco che era usato in apparecchi anni 50 che sfruttava il fenomeno di carica elettrostatica della griglia: sostanzialmente la griglia non e’ flottante ma e’ ancorata con una resistenza molto grande, e riesce a raccogliere elettroni dal flusso che scorre tra il catodo e l’anodo caricandosi elettrostaticamente e quindi diventando negativa rispetto al suo catodo. Essendo la polarizzazione della griglia altamente instabile ne scaturisce una grande distorsione e caratteristico e’ il suono degli amplificatori da chitarra che usano questo metodo di polarizzazione che pero’ e’ del tutto fuori luogo in qualcosa che viene spacciato per HiFi, ma si vede che una resistenza costava tanto, sicuramente di piu’ di 2 interi stadi con valvole e componenti che abbiamo gia’ visto essere inutili… ma poi se distorce che ci frega? tanto ci mettiamo una cariola di NFB!

Proseguiamo a V4 ulteriore stadio di guadagno, come se non bastasse, ma forse obbligatorio perche’ quello sfasatore probabilmente era troppo “turbabile” per pilotare le finali, poi ci sono le finali col loro bias fisso, il trasformatore di uscita e l’anello di NFB con il suo bello snubber.

Un po’ di humor: Leggendo l’articolo originale di nuova elettronica trovo esilaranti alcune sue parti, l’introduzione dice:

Questo stereo HiFi a 12 valvole, in grado di erogare una potenza di 40+40Watt RMS, pari a 80+80Watt Musicali e a ben 320Watt Picco/Picco…

Mettici pure diverse scale di misura per fare il grosso, ma sono sempre 40watt RMS… Io sono alto 1,7metri, 1700millimetri BEN 17MIIILAAA DECIMI DI MILLIMETRO… LOL Poi passi il Picco/Picco che ha ancora un senso, invece non ho mai trovato un senso nei Watt musicali … praticamente un’unita’ di misura inventata raddoppiando semplicemente il valore dei watt RMS e che non ha nessuno scopo pratico se non ingrossare il numero, puro marketing… solo fumo in pratica.

Dicono che molti montano trasformatori che non sono lineari e per accertarsene basta comprare il loro misuratore di impedenza e misurarli, ma misurare l’impedenza di un trasformatore senza il minimo carico di potenza e’ come misurare la velocita’ di un’auto parcheggiata, se non ci dai potenza sul primario e non metti un carico sul secondario non misuri una mazza, poi la sola misura dell’impedenza non serve a niente, ci sono molti altri parametri. Infatti si vede poi come vanno i loro trasformatori originali…

Ma la parte iniziale e’ sicuramente la piu’ divertente:

Quegli audiofili che hanno potuto confrontare dei finali stereo a transistor con dei finali realizzati con valvole termoioniche hanno dichiarato la loro incondizionata preferenza per i secondi, perche’ affermano che da questi esce un suono con una timbrica piacevolmente pastosa che manca agli amplificatori a transistor.

Discordo sul “piacevolmente” ma sicuramente nel loro c’e’ del bel pastone, piu’ avanti nell’articolo non mancano di dire che pero’ se un’ampli a transistor e’ ben progettato non suona peggio di un valvolare, praticamente hanno infangato tutti i loro progetti di amplificatori a transistor, che se li hanno ascoltati e non li hanno trovati ne’ meglio ne’ peggio dei loro valvolari le cose sono due: o erano tutti sordi oppure anche gli ampli a transistor erano quello che erano.

Bene ora che abbiamo capito che il progetto NE fa schifo praticamente in ogni sua parte vediamo in che modo viene “migliorato” da altri genialoidi che sarebbero degni progettisti di valvolari per la stessa NE se non fosse che NE e’ ormai fallita.

L’amplificatore che ho ricevuto e’ stato modificato seguendo questo articolo di cui citero’ alcune parti onde evitare che la pagina sparisca domani rendendo il link non funzionante.

Non ho acquistato le valvole finali KT88 cinesi contenute nel kit. Un amico appassionato di valvole e alta fedeltà, infatti, me le aveva sconsigliate a causa della loro scarsa affidabilità dimostrata anche da alcune sue esperienze negative. Poiché, invece, desideravo un prodotto robusto e affidabile, ho acquistato un quartetto di pentodi 6550C Svetlana.

Intanto dipende da quali cinesi, io direi che certe cinesi sono sicuramente meglio di molte valvole prodotte nei paesi dell’est, le svetlana le conosco: quelle che ho sentito io sono microfoniche e facevano il suono metallico, comunque andiamo avanti.

Le valvole di pilotaggio e quelle dello stadio pre-amplificatore sono delle 5814A (ECC82) marcate NATIONAL, mentre nello stadio fono c’è una 12AX7 (ECC83) della SOVTEK.

Montare valvole NOS cosi’ pregiate (mi riferisco alle national non alle sovtek) su una cariola del genere, che spreco.. Solita psicologia contorta che il suono lo fa la valvola e non l’insieme del tutto, quindi se infilo una bellissima valvola NOS sopra una “torta di mucca” anche la “torta di mucca” dopo suona bene.

Ne ho approfittato per sostituirlo con uno avente una tensione di lavoro più alta (la tensione misurata ai suoi capi era superiore a quella di lavoro del condensatore). Così ho sostituito anche quello del canale opposto, assieme a quelli analoghi dello stadio fono. (Nella foto sono quelli di colore blu vicino agli schermi delle valvole). Ho usato sempre dei poliestere di buona qualità, anche se so che gli audiofili avrebbero consigliato di usare dei condensatori in polipropilene. In effetti avevo fatto alcune prove con dei polipropilene, ma non ho apprezzato una differenza sostanziale.

In un’apparecchio del genere non e’ il cambio da poliestere a polipropilene che ti cambia la vita, e’ come lucidare  la carrozzeria un’auto appena travolta da un treno in corsa…

Purtroppo mi sono accorto con le successive prove generali che lo stadio di pre-amplificazione, seppur necessario, introduceva qualche peggioramento alla qualità del suono, rendondolo più cupo soprattutto a basso volume. Dopo una serie di consultazioni con i miei amici esperti e alcune prove con esiti non univocamente positivi, la soluzione vincente è stata quella di introdurre un condensatore di by-pass catodico sulla valvola pre-amplificatrice. Si tratta di una capacità in parallelo alla resistenza che chiude il catodo verso massa. La sua funzione è quella di stabilizzare la tensione di polarizzazione che, altrimenti, varia al variare dell’amplificazione.

E gia’ perche’ il circuito non guadagna gia’ abbastanza da solo (e’ pieno di attenuatori passivi), aggiungere un condensatore di bypass sotto un catodo vuol dire aumentare notevolmente il guadagno di quello stadio, rendendo difficoltoso regolare il volume e introducendo distorsioni e rotazioni di fase causate dalla reattanza del condensatore, non esiste niente di piu’ pulito e ben suonante di uno stadio col catodo NON bypassato, il problema e’ tutto l’amplificatore!

Altri purtroppo (ed era il caso dell’apparecchio che mi e’ stato consegnato) sull’onda dell’ignoranza che dilaga in rete, tagliano anche la linea di NFB, diminuendo sicuramente la montagna di armoniche e distorsione che genera il circuito ma anche rendendo impossibile gestire il volume in quanto eliminare o attenuare il segnale di NFB aumenta notevolmente il guadagno del circuito ossia potenziometro a zero che appena lo sfiori esplode e ti tira giu’ l’intonaco dai muri, questa cosa si trascina dietro parecchi altri problemi tra cui: il rapporto segnale/rumore in un segnale notevolmente attenuato contiene piu’ rumore che segnale, che piccole imperfezioni del potenziometro si tramutano in notevoli sbilanciamenti tra i 2 canali che suoneranno a 2 volumi diversi e ti obbligheranno quindi a compensare con il balance, che un’amplificatore senza NFB sara’ quasi privo di smorzamento e quindi incapace di controllare il diffusore e che le differenze tra le valvole saranno accentuate contribuendo all’ulteriore sbilanciamento dei canali che oltre ad avere volumi diversi potrebbero avere anche suoni e strumentali sensibilmente differenti, leggi questo articolo per approfondire l’argomento dello smorzamento.

La mia modifica

Vediamo adesso come modificare seriamente questo amplificatore, se ne avete uno e non vi va di fare la fatica di fare tutto da zero potete seguire questo mio progetto per avere un risultato di buona qualita’.

Partiamo dalla scheda LX1320: al di fuori dei rele’ che commutano gli ingressi, tutto il resto della circuiteria di questo circuito stampato e’ totalmente inutile! Le modifiche da apportare sono queste:

Eliminare: R1 – R3 – R5 – R7 – R9 – R10.
Sostituire: R2 – R4 – R6 – R8 con resistenza da 220ohm 1/4 di watt.
Tagliare pista tra R1 e C13 dal lato vicino R1.

Individuate queste 2 piste che escono da sotto i rele’ e grattate il solder azzurro come da foto, da qui preleverete il segnale audio direttamente dai rele’ con un coassiale schermato per andare verso LX1321, la calza va saldata al piano di massa mentre il centrale infilato nei forellini…

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Girate lo stampato e tagliate le piste questo modo:

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Eliminate gli zoccoli delle valvole, capirete piu’ avanti il perche’. Vi serviranno anche un paio di quei condensatori da 22uF 450volt nella modifica di LX1321. La modifica di LX1320 e’ terminata qui.

Passiamo alla modifica di LX1321, qui la cosa si complica perche’ mi sono dovuto accrocchiare un circuito sensato e decente che si potesse montare sullo stampato esistente fatto per un circuito totalmente diverso, nell’immagine qui sotto riporto lo schema della nuova sezione driver che si andra’ a montare sullo stampanto di Nuova Elettronica (clicca per ingrandire).

Vediamo come procedere:

Eliminare: R48 – R46 – R47 – R53 – R54 – R55 – R56 -R51 – R52 – R37 – R38 – R44 – R45 – R39 – R49 – R50 – R41 – R42 – R40 – R43 – R36 – C24 – C25 – C30 – C29 – C19 – C23 – C20 – C28 – C26 – C27. Eliminare l’induttanza doppia.

Qui potete vedere una foto del PCB ripulito da tutto l’inutile:

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Ponticellare: C27 – R50 – R55 – R54. Ponticellare i Pin 3/8 della Valvola V3.

Tagliare Piste “12v” del filamento V3, tagliare la pista in modo da isolare il pin 9 di V3 da massa, portare alimentazione filamento a V3 (pin 4+5 e pin 9) partendo da V4 con un pezzetto di cavetto intrecciato. Sostanzialmente alimentare il filamento di V3 in continua non serve a una mazza.

Montare i seguenti componenti come indicato:
R49 = 390K 1w
R48 = Basettina 1000 fori con res. 390R + 3k3 1w (la 390 verso i catodi della valvola e la 3k3 verso massa), mettere due resistenze da 100k tra centro delle due resistenze (390/3k3) verso i pin G1 di V4 (pin 7 e 2).
R56 = 18k 3w
R53 = 27k 3w
R46 = Condensatore 820nF 160v
R44 = 1K 1/2w
Condensatore ceramico o poliestere da 330pF in parallelo a R44
Resistenza da 1M tra ingresso segnale a lato massa R37
R40 / R43 = 33k 1/2w
Condensatore da 22uF almeno 100v in parallelo a R40 col negativo rivolto alla placca della valvola, qui potete riciclare i 22uF 450volt recuperati da LX1320.
Condensatore da 820nF 160v sul PAD che va alla placca “schiava” di V3 al capo di R47 che va alla G1 di V4.
Resistenza 22ohm sul pin della griglia “schiava” di V3 verso il lato GND di R44.
R41 = 4k7 1w
Ponticello isolato (non nudo per evitare contatti) tra pin R41 lato condensatore verso R42 lato condensatore.
C26 = 220uF 450v
R52 = 560ohm 1/2w
Fare un ponte tra il capo rimasto ancora libero di R37 e il pin della valvola sul quale arriva la resistenza da 22ohn.
V3 = ECC81 / 12AT7 al posto della originaria ECC82 / 12AU7 / 5814 / o altre equivalenti che avete montato.

Ora dovete posizionare 2 induttanze 15S55 sul quadretto bianco del PCB dove prima c’era l’induttanza doppia di nuova elettronica, in modo che stiano al centro e segnare col pennarello i punti dove forare per fissarle, state attenti a non prendere le piste sottostanti, assieme ad esse dovrete richiedermi un set di isolatori che vanno usati come potete vedere nella foto qui sotto:

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In questa foto potete vedere il nuovo LX1321:

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Io ho sostituito anche i condensatori da 220nF blu di nuova elettronica perche’ erano tutti crepati e avevo paura che diventassero igroscopici e li ho sostituiti con 4 wima rossi dello stesso valore.

La modifica prosegue montando il nuovo set di trasformatori sul cabinet di nuova elettronica, sara’ necessario fare nuovi fori e allargare qualcuno di quelli esistenti per quelli di uscita, mentre per montare quello di alimentazione sara’ necessario chiudere prima il foto rettangolare originale (io ho usato un ritaglio di bachelite).

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Quindi potete iniziare a rimontare il tutto…

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Nella foto sopra si puo’ vedere LX1320 montato sottosopra per avere l’uscita del segnale audio lontano dalla scheda delle alimentazioni, gli zoccoli della valvole vanno eliminati per non intralciare il montaggio. Tenete conto che tutti i nomi degli ingressi sono rovesciati, quindi potete modificare le connessioni sul commutatore rotativo o semplicemente apporre nuove etichette.

La scheda di alimentazione l’ho fissata con delle colonnine sulle viti che passano nei fori originali. I condensatori “FACON” non si riesce piu’ a montarli con le loro staffe a L originali perche’ il rocchetto dei trasformatori di uscita sporge, queste staffe vanno eliminate e i condensatori possono essere fissati direttamente usando le fessurine sui lati del cabinet. Il pezzo di circuito che controlla i bias va disattivato, meglio fare a mano, anche perche’ le regolazioni sono diverse dall’originale.

Il bias di ogni KT88 e’ fissato a 50mA a riposo se usate un biasprobe, ma visto che per la regolazione l’amplificatore va girato sottosopra e aperto potete usare un tester con morsetti a coccodrillo direttamente sulle resistenze da 22ohm R63 e R64, regolate i trimmer fino a misurare la tensione 1,1V (nota se le resistenze sono di valore diverso da 22ohm anche il valore di tensione da cercare sara’ diverso, impara la legge di ohm e fatti il conto per 50mA).

La potenza dell’amplificatore e’ salita a 50Watt RMS, mettete un carico resistivo adeguato sulle uscite, portate l’amplificatore appena sotto il clipping (aiutandovi con un’oscilloscopio) e regolare i trimmer R74 di LX1322 per segnare 0dB in quel punto.

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Curiosita’: i trasformatori d’uscita utilizzati sono uguali a quelli che ho adottato per la modifica dei quicksilver carbonella mono audio 100, con solo l’aggiunta delle prese ultralineari.

Altri miglioramenti possibili

La sezione di alimentazione resta sostanzialmente quella di NuovaElettronica e la cosa peggiore che gli si possa contestare ( e rincariamo la dose) e’ usare gli elettrolitici posti in serie per maggiorare la tensione, sul PCB LX1321 con le mie modifiche si eliminano di fatto tutti gli elettrolitici posti in serie per usarli normalmente, le tensioni di lavoro sono tutte al di sotto di quelle di targa, restano i 2 FACON da 1000uF 400v in serie per funzionare poi a 430 di regime. Si potrebbe metterne uno solo da 1000uF 450volt e ritardare l’anodica con un temporizzatore, o farlo a mano con un’interruttore (stile ampli da chitarra) oppure mantenere i 2 condensatori originali in serie e bypassarli con un polipropilene da 10/20uF in questo modo:

bypass_example

Si potrebbero inserire anche piccoli bypass tipo da 100uF sugli elettrolitici rimanenti, questo potrebbe migliore un’altro pochino il suono dell’apparecchio.

Le strumentali del nuovo apparecchio

Banda passante a 1Watt: 15Hz -0dB ~ 100khz -3dB
Banda passante a 25watt: 15Hz -0dB ~ 85khz -3dB
Fattore di smorzamento DF: 4
Rout: 2ohm
Distorsione Armonica THD a 1Watt: 0,0022%
Distorsione Armonica THD a 25Watt: 1,8%
Sensibilita’ di ingresso: 4,5Vpp o 1,6Vrms

Spettro a 1Watt

spettro 1w

Spettro a 25Watt

spettro 25w

Conclusioni

L’amplificatore cosi’ modificato suona mooolto meglio dell’originale, il fattore di smorzamento (4) e’ un po’ scarso ma sullo stampato a disposizione non si potevano fare miracoli (se avete diffusori teneri e grandi, o con reflex probabilmente avrete una po’ di esaltazione della gamma bassa), pero’ il tasso di NFB non e’ elevato e magari a qualcuno piace cosi’, se avete un preamplificatore (o sorgente che sia) che esce con segnali fortini, superiori ai classici 5Vpp dei lettori CD si potrebbe diminuire il valore di R52 (la resistenza di NFB) di qualche gradino ma senza esagerare, questo aumenta il tasso di NFB e quindi lo smorzamento (controllando pero’ che questo intervento non inneschi oscillazioni). L’amplificatore suona bene limpido e pulito con acuti bellissimi (ovviamente la registrazione fatta col cellulare messa si youtube non e’ puo’ essere considerata un riferimento), senza ronzii e rumori di fondo anche con casse da 91dB di sensibilita’.

Vediamo un video dell’amplificatore modificato in funzione

La realizzazione di questo progetto di update ha richiesto 32 ore di mano d’opera effettive sull’oggetto piu’ trasformatori e componenti, diverse ore per studiare il modo di infilare un circuito diverso su quello stampato e altre ore di LTSpice per verificare che potesse funzionare e 5 ore per la stesura di questo articolo, spero apprezziate lo sforzo e mi premiate acquistando da me i trasformatori per eseguire l’update… anche perche’ se li comprate da altri non arriverete mai a questo risultato 😛

9 risposte a Upgrade kit Nuova Elettronica LX1320 / LX1321

  • io ho avuto la netta sensazione che nuova elettronica avesse voluto cavalcare l’onda del ” valvolare a tutti i costi” come hanno fatto anche altre riviste a altre ditte di kit elettronici. Chi ha proposto schemi degli anni 50 senza neppure aggiornarli (prova erano gli elettrolitici piccoli sull’alimentazione),chi ha proposto piccoli SE con EL84 ,chi invece ha proposto ibridi di vario genere.
    Ne ha fatte varie versioni,con pre, senza pre.
    Come ben si sa io non amo il valvolare e il fatto che abbia rinnegato tutti gli stati solidi precedenti era forse un triste presagio per il dopo…sappiamo tutti come è finita.

    c’è da dire che spendendo il giusto anche lo stato solido suona bene,salvo quello con IGBT della stessa ditta,primadonna delicatissima e molto tendente al guasto

  • Un’amplificatore a transistor non suonera’ mai come un valvolare ben progettato, lamentati che consuma e scalda ma se devo godere il resto non mi interessa 🙂 tu poi non hai mai sentito un valvolare come si deve, quindi vedi solo i lati negativi che per me sono del tutto trascurabili. Cmq lasciamo stare la roba a transistor che se ti scappa uno starnuto ti si bruciano i finali e a catena tutto il resto, li ripari vanno un po’ e c’e’ qualcosa che ha preso la botta ma non s’e’ rotto che ti si rompe dopo 2 giorni e ritrascina tutto a catena, quindi li devi ripare 5 volte prima che smettano di rompersi da soli… almeno finche’ il cliente non torna cortare le casse per sbaglio hahaha

  • ben progettato….parole sante….la mia idea è che il 50% dei valvolari in giro non lo siano. Qualcuno ronza,qualcuno si siede sotto carico….per carità il più giovane che mi è capitato sotto mano aveva la mia età e la mia esperienza si ferma ai jukebox.

    comunque se ti capita sotto mano un finale HH industries a mosfet penso non lo troveresti tanto male.

    P.s. ti invio via link le foto di uno dei più bensuonanti dell’epoca,potrebbe ancora piacerti….occhio che non ho nè schemi nè altro

    http://www.jukebox-world.de/Forum/Archiv/AMI/AMI-AMP-2017.htm#Stereo

  • Anche di piu’ del 50%, spesso con piu’ costano con piu’ sono fatti male, ma questo vale anche per la roba a transistor che tanto non mi piacera’ mai perche’ ho iniziato a costruire valvolari perche’ la roba a transistor non suona bene nemmeno a morire, poi gli apparecchi che hanno fattori di smorzamento troppo elevato, come i transistor, mi da proprio fastidio ascoltarli, lo so che su queste pagine parlo tanto di smorzamento ma troppo (con conseguente troppo NFB) fa schifo come troppo poco. Poi lasciamo stare i mosfet, non capisco come fai a far suonare un robo con 1000 e passa picofarad di capacita’ parassita sul gate, probabilmente le rotazioni di fase e le conseguenti distorsioni che si formano quando fai NFB sono spesso peggiori di quelle che hai su un valvolare a trasformatore, con un buon trasformatore… che negli amplificatori d’epoca col cavolo che trovavi trasformatori buoni… all’epoca si accontentavano, lasciamo le cose d’epoca al loro tempo.

  • Sono Il proprietario dell’ampli in oggetto, anzi ora posso dire il FELICE proprietario.
    Dopo alcune vicessitudini dovute al corriere, ho finalmente a casa il mio “nuovo AMPLI”, perchè alla fine di questo si tratta.
    In effetti del circuito e della timbrica originale, che fino a prima di portarlo da Stefano pensavo suonasse bene resta ben poco.
    L’ampli suona in maniera eccelsa, direi quasi inaspetatta,
    Inizio a da accenderlo e far scaldare i filamenti, l’ampli resta silenzioso e non si avvertono ronzii ne vibrazion i di sorta da parte dei trasformatori.
    Metto su dei CD da me ben conosciuti ed inizio a scoprire un mondo nuovo, Suoni e dettagli che non avevo mai notato, Autosuggestione ? No si è accorta pure mia moglie che di solito passa e snobba, invece si è seduta sul divano ed ìè rimasta ad ascoltare.
    Posso inoltre confermare la banda passante e le forme d’onda dichiarate, in quanto sono state fatte le misure e le rilevazioni davanti a me.
    Insomma tirando le somme, i trasformatori di Stefano Bianchini, e la sua passione mi hanno regalato un nuovo Ampli.
    Complimenti ancora Stefano

  • Salve. ho visto il suo articolo e lo schema sostitutivo per pilotare le valvole finali. Una domanda: ma il segnale in uscita nell’anodo di V1a ecc81 piedino 1 come fa ad arrivare sulla griglia della valvola successiva? grazie.

  • il pezzo verso le finali rimane come l’originale, il condensatore dalle placche della sfasatrice verso le griglie delle finali, mi raccomando, non effettuare la modifica con trasformatori a caso, perche’ non rispondo di eventuali danni, lo schema è collaudato solo con i miei trasformatori. Con altri trasformatori o peggio con quelli originali per quel che so potrebbe innescare in oscillazione o guastarsi!

  • Caro Stefano , ho insistito per modificare questo ampli e non farne uno nuovo perchè lo aveva assemblato un carissimo amico, con il mio aiuto, poco prima di venire a mancare e me lo volle regalare prima di andarsene, ha un valore affettivo importante, chiusa questa parentesi ti racconto questo: Nei giorni scorsi abbiamo fatto una riunione a casa di amici “audiofili” io sono andato per confrontare il mio nuovo Dac, il Matrix Sabre pro, e valutare differenze tra l’ingresso USB e ingrsso I2S, oltre al DAC mi sono portato anche il TUO , (mio) ampli modificato.
    Le casse erano di tutto rispetto delle Sonus Faber Stradivari, e l’ampli competitor un MACintosh valvolare, francamente non ricordo il modello esatto, se non erro MA2275 però ripeto non ne ho la certezza, sono tutti uguali con il loro vmeter azzurro, molto bello tra l’altro.
    Quando ho tirato fuori dalla scatola il mio mostriciattolo tutto nero come calimero con i sui trasformatori mezzi storti grazie al corriere, lo anno guardato dall’alto in basso e con disprezzo hanno detto,non è che mi brucia i diffusori sto coso, sai è roba da 30mila euro……….e ridevano. Abbiamo provato il DAC le varie impostazioni i vari ingressi, apro parentesi, la superiorità dell’I2S rispetto all’usb si sente eccome. Dopo di che abbiamo spento il MAC e attaccato il mio ampli dopo averlo fatto scaldare per bene abbiamo acceso il player…..
    Tutti a bocca aperta, la prima canzone era Anime salve di De Andrè con Fossati, sembrava di averlo li davanti.
    Ne ha date di sberle, ma belle sberle al MAC la gamma Acuta sull’apli di Stefano è bella, pulita, ricca di armoniche, il medio alto, presente e graffiante, le voci pulite e reali,Con Pvarotti sembrava si fosse messo una mentina in bocca rispetto a quando “cantava con il MAC,
    Di contro si sente un po la carenza del fattore di smorzamento, il basso va leggermente lungo, ma l’ariosità della gamma, secondo me dovuta all’ampia banda passante dei trasformatori si fa sentire eccome, l’amplificatore non ha veli, ,ha grinta, tanta grinta, i fricchettoni sono rimasti male, non ridevano più, non sempre più costa, meglio suona!
    Per carità magari ti abitui al suono ovattato di un ampli commericale, ma a confronto diretto non c’è stata storia. Ho fatto bella figura e l’ha fatta Stefano.
    Tanto vi dovevo.

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